Ormai la ripresa della filiera del gioco pubblico e legale è sotto gli occhi di tutti. Il periodo del Covid 19 è, finalmente, alle spalle e i dati parlano non solo di un ritorno alla normalità , ma di una grande e convincente crescita, che in alcuni casi supera addirittura i livelli pre-pandemia.
A dirlo sono i dati, presentati durante il seminario "Il settore dei giochi e i nodi regolatori - il riordino del territorio", organizzato da I-Com e da IGT, che confermano una crescita che dura ormai da 15: se nel 2006 il giro d’affari del gambling si assestava intorno ai 35 miliardi di euro, nel 2022 la cifra è arrivata a 136 miliardi, rappresentando ben il 6% del Prodotto Interno Nazionale. "Il tema del gioco è molto importante e il nostro istituto lo segue da molto tempo. La normazione sta facendo progressi in questo periodo, ma c’è ancora il nodo territoriale da risolvere. Abbiamo organizzato questo evento per fare il punto della situazione ed avere un dibattito costruttivo sul possibile futuro del comparto", ha spiegato Stefano Da Empoli, Presidente I-Com, in queste dichiarazioni rilasciate ai media.
Un dibattito che deve partire soprattutto da quel lato del gambling che ormai pesa più degli altri: quello a distanza. Il grande rilancio del gioco pubblico e legale spiega la ricerca di I-Com, passa proprio per l’online, che nel 2022 ha registrato la cifra record di 73 miliardi di euro e una crescita di 48 punti percentuali rispetto al 2020 e di quasi 9 rispetto al 2021. Il 55% dei ricavi in Italia arriva proprio dal gioco a distanza, che trova forza sia nei giochi di carte (che coprono da soli oltre il 70% della sua raccolta e rappresentano 53 miliardi di euro di valore) che nelle scommesse sportive, che oggi valgono 12 miliardi di euro e che vengono scelte da un giocatore su quattro. Un motivo di questa crescita è da rintracciare nella diffusione dei bonus senza deposito di casinò online, che consentono di incrementare la platea di giocatori e di espandere il pubblico verso target che non si erano mai raggiunti, grazie il modello affine alle generazioni giovani proposto da queste offerte.
È interessante, però, capire anche le tendenze del gioco online, a partire da una raccolta media pro capite che supera i 1.700 euro all’anno. Un dato che però presenta una forte disomogeneità . Infatti, l’Italia è divisa in due: le province del Sud in alcuni casi raddoppiano il valore medio nazionale (la provincia che spende di più è Messina, quella che spende di meno è Rovigo). Ma è soprattutto la differenza generazionale a colpire e a confermare il grande cambiamento in corso nel gambling. Il maggior numero di conti di gioco online aperto nell’ultimo anno si registra tra giocatori di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Il gap generazionale, insomma, è sempre più forte, con la creazione di un nuovo tipo di utente, giovane e digitale, che sceglie per forza di cose la comodità dell’online. Un comparto che, così facendo, non potrà che crescere ancora.

