Il 2024 può essere considerato come l’anno in cui l’Intelligenza Artificiale compirà il passo decisivo all’interno di un numero di attività sempre maggiori. Questo passaggio è reso evidente dal fatto che, per la prima volta, ci si è mossi verso una sua regolamentazione. Nel marzo scorso, nel Parlamento Europeo di Strasburgo, si è discusso relativamente alla prima legge UE in merito all’AI. L’obiettivo è quello di legiferare per far sì che vengano posti paletti tali da rendere questa nuova tecnologia, la cui estensione al momento appare ancora tutta da indagare, in linea con il rispetto dei diritti fondamentali in Europa.
Le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale sono tante e in alcuni di questi ambiti il suo uso è stato sdoganato da diverso tempo, anche se in misura sempre marginale. Il riferimento in questo caso va ai videogiochi. In alcuni aspetti, come detto, viene già ampiamente utilizzata: è il caso, ad esempio, delle mappe di gioco sempre più dettagliate o, nel caso dei titoli sportivi, della simulazione delle partite a cui prende parte il giocatore. Ad oggi, però, il suo uso sembra possa diventare ancora più massiccio e fondamentale nel rendere il gameplay sempre più immersivo per chi utilizza quel titolo. Le potenzialità, infatti, sono infinite o quasi. Gli aspetti più discussi riguardano la possibilità di personalizzare il titolo in una modalità che non ha precedenti: fino ad oggi, infatti, sono stati numerosi i videogiochi che hanno dato all’utente la possibilità di scelta all’interno di un titolo. Anche nel corso di una conversazione tra personaggi, ad esempio, il giocatore aveva la facoltà di selezionare una risposta piuttosto che un’altra, ma il range della possibilità rimaneva a discrezione del creatore del videogioco. Ad oggi questo livello di personalizzazione può assumere una profondità mai vista, andando a creare personaggi totalmente nuovi. Rimanendo fissi sulla questione legata ai personaggi, un elemento che è fonte di dibattito attualmente è il deep learning. Questa definizione riguarda la possibilità di creare personaggi virtuali in grado di avere una memoria interna al videogioco, ricordando perciò mosse e azioni compiute in precedenza. L’impatto sul gameplay di un videogioco sarebbe senza dubbio enorme, con l’utente che avrebbe la possibilità di misurarsi con un titolo potenzialmente sempre nuovo o, in ogni caso, imprevedibile.
L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale non si riassume però solo nel mondo dei videogiochi, per quanto ampie siano le potenzialità. Sono tanti gli ambiti che possono essere rivoluzionati o anche semplicemente implementati. Prendendo in esame il mondo sportivo, il calcio sembra aver già adottato con successo questa metodologia in più ambiti. Il riferimento va al Liverpool, che in una recente inchiesta ha evidenziato come da tempo il club collabori con un’applicazione per apportare alcune migliorie tattiche alla squadra. Nello specifico, si è scelto di analizzare gli schemi da calci d’angolo. Analizzando le ultime stagioni in Premier League, la piattaforma è riuscita ad inserire nel proprio algoritmo oltre 7000 corner battuti, individuando così possibili pattern e schemi più riusciti di altri. Si tratti di lavori che si basano su una quantità di dati difficilmente immagazzinabili da una mente umana, che può certamente fare il medesimo lavoro ma con una tempistica ben maggiore. D’altronde sono presenti sul web da tempo siti di statistiche e informazioni sullo sport, come possono essere il Giocatore Online o Transfermarkt, ma questi si limitano alla presentazione dei dati, non alla loro elaborazione. Insomma, gli ambiti di applicazione dell’Intelligenza Artificiale possono essere molto numerosi e anche molto diversi tra loro, passando dalle discipline sportive alla medicina, oltre che alla sicurezza informatica o ancora nell’apprendimento di lingue straniere.

