Nelcuore delle Alpi, dove il maestoso Monte Rosa si staglia contro il cielo, si snoda un viaggio intriso di storia e fascino attraverso la valle, un percorso che rievoca antiche leggende e rinomati eventi.
Era il giorno, per me, del rinato Trofeo Internazionale Borghi in Moto 2024, dopo una sospensione forzata causata dal freddo e dalle piogge incessanti che avevano avvolto il Nord Italia. Ma oggi, uno spiraglio di luce filtrava attraverso il velo delle nuvole, il cielo si mostrava in parziale scoperto, senza la minaccia di pioggia. Alle 8:30 in punto, partii alla volta di Vogogna in Pimonte, l'antica capitale dell'Ossola Inferiore, pronto ad accogliere il fervore dei motociclisti e la storia millenaria che permeava le sue strade.
Giunto allo slargo, dove un tempo si ergeva la seconda parrocchiale, ora sorretta da una torre campanaria moderna che custodiva il prezioso portale rinascimentale, mi sentii avvolto dall'atmosfera di un passato glorioso. Oltrepassato il ponticello, varcando l'antica Porta Superiore, entrai nel cuore pulsante del borgo, circondato dalle imponenti mura che un tempo lo difendevano dagli assalti.
La vista del torrione del castello, che dominava l'orizzonte fin dal XIV secolo, mi incantava mentre percorrevo le strade lastricate, immaginando le gesta eroiche dei cavalieri che un tempo le solcavano. Il Pretorio, un gioiello gotico risalente al 1348, mi parlava di antiche assemblee e di giustizia amministrata sotto i suoi archi acuti.
Attraverso le viuzze acciottolate, ammirai le dimore signorili che facevano mostra di sé, testimoni mutevoli di un'epoca di splendore. Villa Biraghi Lossetti, con la sua eleganza seicentesca, si ergeva accanto alla modesta chiesetta di Santa Marta, in un armonioso contrasto di stili e epoche.
Scendendo lungo via Lossetti verso la Porta Inferiore, ora solo un ricordo sbiadito di un tempo lontano, mi lasciai rapire dallo scorcio suggestivo offerto dal vicolo Santa Marta, dove il tempo sembrava essersi fermato.
Il Castello Visconteo, con le sue torri imponenti e le mura merlate che lo circondavano, rappresentava il baluardo della storia di Vogogna, testimone silenzioso dei secoli trascorsi. Edificato nel 1348 da Giovanni Visconti, vescovo di Novara e signore di Milano, era il simbolo della difesa e della grandezza di questo piccolo centro e della valle che lo ospitava.
Nella quiete di queste antiche mura, tra le imponenti cime delle Alpi e il richiamo della storia millenaria, il viaggio attraverso la valle si trasformava in un'esperienza indimenticabile, un tuffo nel passato che risvegliava emozioni ancestrali e ci trasportava in un mondo di magia e avventura.

