Corona, chiesta grazia a Napolitano

Il fotografo chiede annullamento pena detentiva

pubblicato il 13/12/2014 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Fabrizio Corona

Non una grazia totale, ma una parziale: è quanto l’8 dicembre l’ex “paparazzo maledetto” Fabrizio Corona chiede al Quirinale. Già da qualche tempo, a dir la verità, si era costituito un fronte pro-grazia per Corona in cui si sono raccolti  più volti noti della tv e dell’informazione (uno per tutti, Travaglio). Ma stavolta la richiesta arriva direttamente dall’interessato: direttamente da dietro le sbarre della sua cella del carcere di Opera, dove si trova rinchiuso dal marzo 2013.
Un personaggio complesso, questo Corona, contraddittorio: proveniente da una schiatta di giornalisti, ed egli stesso avviato al giornalismo, per mancanza di voglia non è gli è riuscito di proseguire, e si è quindi buttato in una serie di esperienze tanto fatue quanto appariscenti. Determinante l’incontro col suo “cattivo genio”, Lele Mora, che lo ha instradato verso il mestiere di fotoreporter fotografico: la sua fama , però, sembra essere più decantata che sostanziata (e per ammissione dello stesso Corona). Avventuriero scapestrato o eroe maledetto? Quel che è certo è che se la caratura di un paparazzo si vede dai guai giudiziari che riesce ad accumulare, sotto questo aspetto il titolo di “re dei paparazzi” dato a Corona è ben meritato. Dopo aver già passato settantasette giorni in carcere nel 2007 in seguito alla condanna nel processo Vallettopoli (estorsione e sfruttamento di prostituzione i suoi capi d’accusa), tra il 2009 e il 2012 Corona è stato costretto a subire una marea di altri procedimenti giudiziari sempre a causa dei “lati sporchi” del suo mestiere, che lo hanno portato, alla fine di tutto, a “collezionare” quindici anni di carcere, poi in realtà ridotti a nove . Ma almeno per cinque di essi, Corona chiede a Napolitano uno sconto. Si tratta del lustro comminatogli per aver tentato di ricattare, nel 2009, l’ex giocatore della Juventus Trezeguet con una foto che lo ritraeva in compagnia di una donna che non era la moglie. Il fotografo, che in carcere sta manifestando evidenti segni di cedimento fisico e psicologico, implorerebbe la cancellazione di quel segmento di pena e inoltre la possibilità di scontare la condanna residua con la formula dell’affidamento in prova, abbinato ad un percorso terapeutico di cui sente di avere bisogno. 

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