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Caso Loris: fermata la madre con l'accusa di omicidio volontario aggravato

Il papà del piccolo riferendosi alla moglie: "Se è stata davvero lei, può anche morire"

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Caso Loris: la procura di Ragusa accusa la madre del piccolo, Veronica Panarello, di omicidio volontario aggravato anche per la crudeltà e l'occultamento di cadavere messi in atto dalla donna nei confronti di suo figlio. Gli inquirenti scrivono che fino alle 9:25 di quel sabato mattina Andrea Loris era a casa ed era solo con la madre. A dare la certezza agli inquirenti ci sono le prove di ben 47 telecamere che sostengono l'accusa. La  donna, dopo aver accompagnato il figlio più piccolo raggiunge Andrea Loris, di appena 8 anni, lo lega e poi lo strangola con delle fascette di plastica. Quando alle 9:25 esce di casa percorre la strada che arriva al canalone col corpo, ormai già senza vita, del piccolo Andrea Loris. Sarebbe questa la drammatica dinamica di quel maledetto 29 novembre. 

Nel decreto di fermo vengono riportati, inoltre, altri dubbi. Si tratta di quelli raccolti dalle intercettazioni ambientali, dove sono gli stessi familiari della donna a mettere in dubbio che Veronica abbia detto la verità.

Il passato di Veronica Panarello è fatto di sofferenze e insicurezze, ma cosa possa averla spinta a compiere un gesto così atroce resta ancora un mistero. La giovane mamma sin da bambina era violenta anche con le sue coetanee e spesso reagiva alzando le mani quando veniva attaccata. Aveva 11 anni quando per la prima volta si ritrovò davanti a un giudice perché aveva gonfiato di botte una coetanea che la prendeva in giro. Il tribunale dei minori l'affidò alle cure di uno psicologo infantile, ma quelli erano solo i primi campanelli d'allarme, finchè, nel periodo dell'adolescenza, ne arrivaro altri ben più inquietanti. In seguito tentò di suicidarsi per due volte a distanza di un anno, nel 2003 e nel 2004. Fu salvata tutte e due le volte ma il suo stato psichico era tutt'altro che sano, fino a quando, il 29 novembre scorso, ha scelto di uccidersi uccidendo il suo bambino. Dopo l'omicidio è tornata al mulino vecchio, vicino alla fontana dove giocava da bambina insieme a sua sorella. Veronica voleva disfarsi per sempre di un'infanzia difficile, la sua, che però non c'entrava niente con quella senza colpa del piccolo Andrea Loris che, come tutti i bambini della sua età, meritava solo amore e serenità.

Fino a ieri accanto a Veronica è rimasto il marito che l'ha protetta per tutta la durata delle indagini ma che ora, di fronte a quella che appare l'evidenza, sconvolto e senz pace dice: "Se è stata davvero lei può anche morire". Davide Stival, il padre di Andrea Loris, aveva sempre sostenuto la sua giovane moglie standole accanto sin dal drammatico ritrovamento del corpo di suo figlio ma ora che Veronica è stata fermata con l'accusa di omicidio, l'uomo ha dato sfogo alla sua disperazione e ha detto agli agenti: "Se è stata davvero lei mi crolla il mondo addosso. - e ha aggiunto - Mi deve solo dire il perché, poi può morire". Quest'accusa, suffragata da numerose prove nei confronti della donna, ha cambiato per sempre la vita di Davide. Lui che per lavoro era spesso lontano da casa, in questi 10 drammatici giorni non aveva fatto mai mancare il suo appoggio fatto di piccoli gesti: una carezza, un abbraccio. Ora questo papà, che non ha mai versato una lacrima in pubblico, si ritrova da solo con i suoi tormenti e il suo dolore e, soprattutto, anche col rimorso di non aver potuto aiutare il suo piccolo Andrea Loris.

 

 

 

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