Circhi e sfruttamento degli animali

Quando prenderemo coscienza del problema ?

pubblicato il 30/08/2013 in Attualità da Nicolas Tomeo - www.histonium.net
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Nicolas Tomeo - www.histonium.net

Ogni giorno un nuovo circo si "attenda" nelle nostre città: molti di loro, com'è noto, fanno esibire in pista animali. Animali costretti a passare la loro intera esistenza dentro gabbie, tenuti in catena, o dentro tendoni ad intrattenere qualche centinaia di spettatori, senza dimenticare i forti stress dovuti ai continui viaggi dentro tir e camion spesso adattati a fortuna.

Frequentemente si tratta di animali catturati nel loro habitat naturale ed importati illegalmente, altre volte invece sono specie fatti crescere in cattività appositamente per essere addestrati per le esibizioni.

Insomma, nell'uno o nell'altro caso la sofferenza non manca: l'istinto degli animali di crescere e vivere liberamente nei loro ambienti naturali, completamente differenti rispetto a quelli che sono costretti a subire in Europa, viene negato per il guadagno di qualche circense, e per il divertimento degli spettatori. Oltre questi aspetti, i metodi degli addestramenti non sono liberi da critiche. Infatti, gli animali dei circhi, vengono costantemente sottoposti a trattamenti crudeli attraverso l'utilizzo di fruste e bastoni, collari elettrici, o addirittura attraverso vessazioni fisiche e psicologiche con le riduzioni o la privazione di cibo e acqua.

La stessa Moira Orfei, riguardo all'addestramento delle tigri per salire sugli sgabelli, affermò che: "[...] poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, sa va giù la picchiano, e allora va su".

 

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