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“51 mila disabili gravi e soli in Italia”: l'appello di Ileana Argentin

Le cifre Istat sul grave malessere sociale

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Sono 51 mila, in Italia, i disabili gravi e in solitudine, ovvero privi di famiglie che li sostengono ed entro il prossimo anno, ci saranno altri 2.300 nuovi individui che perderanno le persone che oggi si prendono cura di loro. E’ la stima fornita dall’Istat nel corso dell’audizione tenuta il 15 ottobre alla Commissione Affari Sociali della Camera. “La loro situazione e’ la piu’ critica”- ha chiarito Laura Linda Sabbadini, direttore del Dipartimento Statistiche sociali e ambientali dell’Istat. “Uno su cinque è senza sostegno e uno su due è povero. Per loro – ha aggiunto – il “dopo di noi” gia’ iniziato e si trovano in condizioni particolarmente critiche. Oltre 10 mila sono senza alcun sostegno, in piu’ della meta’ dei casi dichiarano di avere risorse economiche scarse o insufficienti”. I disabili gravi che invece vivono ancora con i genitori sono 260 mila e “vedranno aumentare un domani il rischio di esclusione ed emarginazione, se la societa’ non sara’ in grado di fornire loro il supporto delle cure e l’autonomia economica assicurata attualmente dalla rete familiare”. Meta’ di loro, infatti, “non riceve aiuti dai servizi pubblici, non si avvale di servizi a pagamento, ne’ puo’ contare sull’aiuto di familiari non conviventi”. “Finalmente abbiamo una stima, un ordine di misura, fondamentale per poter legiferare con cognizione di causa” dichiara Ileana Argentin (Pd), membro della Commissione Affari Sociali, dove si stanno mettendo a punto disposizioni normative in favore dei disabili gravi privi del sostegno famigliare. “Su questo dato – prosegue il deputato – possiamo ora lavorare per poter pensare di fornire in futuro un sostegno alle persone disabili e ai loro genitori, che vivono costantemente nell’ansia di non sapere chi si prendera’ cura dei loro figli quando non ci saranno piu’”- ha concluso la deputata. La mancanza endemica di lavoro nel paese poi costringe all'abbandono del volontariato migliaia di persone, che non avendo più un'occupazione, stabile o precaria che sia, non riescono a prestare la loro opera di aiuto nei confronti di molti disabili, creando un effetto “a catena” devastante, che toglie anche quel poco di assistenza e supporto fornito in maniera del tutto disinteressata e gratuita. 

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