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Proposta indecente nel Consiglio Regionale Sardo

Sedici consiglieri sardi propongono una legge che annulla la precedente volta a impedire il cattivo uso dei fondi pubblici

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E’ storia recente il fatto che circa cento consiglieri regionali sardi siano inquisiti per l’uso fatto dei fondi destinai a fondi consiliari. L' Inchiesta iniziata nell'autunno 2013  ha coinvolto più consigli regionali in Italia, (ricordiamo tutti  Cota e la sua biancheria intima)
A tal fine il Consiglio Regionale Sardo onde impedire che tali irregolarità  si ripetessero ha promulgato una legge,   la numero 2 del 9 gennaio 2014, dove si impone l’obbligo ai consiglieri di rendicontare le entrate e il divieto di assumere personale esterno all’amministrazione  e dar luogo ad assunzioni temporanee.
Tuttavia alcuni abitudini  non si vogliono perdere e il 25 settembre 2014 sedici consiglieri tra cui Roberto Desini (Centro democratico) Daniele Cocco (Sel) Eugenio Lai (Centro Democratico) Luca Pizzuto (Sel) Francesco Agus (Sel) Alessandro Unali  (Misto) , Zedda Paolo Flavio (Soberania  ) Manca Pier Mario (Partito dei Sardi) Cherchi Augusto (Soberania e Independenztia ) Arbau Efisio (Sardegna Vera ) Michele Azara (Sardegna Vera) , Raimondo Perra (Sardegna Vera) Gaetano  Ledda (Sardegna Vera) Oppi Giorgio (UDC ) Sale Gavino (Misto) Pinna Giuseppino (UDC) hanno presentato una nuova proposta di legge che di fatto reintrodurrebbe la possibilità di collaborazioni esterne e  assunzioni di privati. Da far notare che La legge attualmente in vigore non nega la possibilità di un collaboratore esterno purché appartenga a una qualunque amministrazione pubblica. Questa iniziativa è stata immediatamente segnalata da alcuni esponenti della comunità montana Gennargentu Mandrolisai . E’ stato prontamente divulgato  un documento in cui si connota come “davvero imbarazzante, anzi piuttosto indecente, la proposta di ben 16 consiglieri regionali di consentire nuovamente ai gruppi consiliari di spendere soldi pubblici senza rendicontare, di assumere persone con contratti privatistici e dunque senza selezioni trasparenti e aperte a tutti, di dare incarichi di consulenze esterne nonostante la regione disponga di funzionari e dirigenti di ogni genere ed in numero non certo limitato.” Petizione sottoscritta anche da numerosi sindaci. 

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