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Il romanzo d'esordio di Elisa Capra, "Certe cose oscure", una storia d'amore e dolore.

È in libreria per le edizioni Albatros l'opera prima della giovane scrittrice Elisa Capra

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“Certe cose oscure” è l’opera prima di Elisa Capra, giovane scrittrice originaria del Friuli–Venezia Giulia che ha esordito per la casa editrice Edizioni Albatros. Un romanzo che rimette in discussione tutto il concetto di amore, specie in questi tempi in cui, sempre con maggiore vigore, si torna a discutere di argomenti di primaria importanza: ciò che per tutti è chiamato amore. Anche per questo si fa presto a considerare “Certe cose oscure” diretto discendente di un genere sempre più spesso frequentato, quello del dark-romance

Che cosa definiamo amore, e quando una relazione può dirsi basata su questo principio? Esiste una formula inconfutabile per cui l’amore giusto possa esser definito? Questo è ciò che i personaggi di “Certe cose oscure” prima, e i lettori del romanzo dopo, continuano a chiedersi per tutto il tempo, fin dal primo incontro dei due protagonisti: Silvia e Leone. Due persone che a prima vista non hanno niente da spartire: Silvia proviene da una famiglia altolocata, figlia di uno dei maggiori avvocati della città, conduce una vita da studentessa e coltiva dentro di sé le proprie passioni, spesso l’unica arma bianca che utilizza per difendersi dal mondo circostante, un mondo che non è come vorrebbe. Dall’altra parte, invece, c’è Leone, un giovanissimo ventiduenne che è appena uscito dalla galera, con una profonda cicatrice a segnargli il volto, un ragazzo dal passato oscuro. 

La prima cosa oscura che incontra il lettore è proprio il momento in cui i destini di Silvia e Leone si incrociano. Lei perde l’autobus per andare a scuola, e proprio in quel giorno, Leone, dopo anni, percorre la strada che lo condurrà a casa del suo più caro amico, Giò, conosciuto in casa-famiglia. E proprio in quel frangente, come avviene in tanti romance che raccontano d’amore e contraddizioni, la storia si mette in moto: in un continuo crescente di incontri e scontri destinato a far maturare nell’interiorità dei due personaggi la convinzione che il destino abbia messo il suo zampino per coronare il loro incontro, le voci dei personaggi che raccontano la storia si succedono le une alle altre. 

Peculiarità da evidenziare nel romanzo è proprio la capacità di Elisa Capra di alternare le voci narranti senza che l’empatia del lettore venga meno. Personaggi caratterizzati da un forte risvolto psicologico, tanto reali che sembra quasi di poterne prevedere le mosse, i dialoghi. Dal punto di vista compositivo e strutturale, l’opera di Capra è dotata di un grande equilibrio: le descrizioni, volte a realizzare un immaginario forte per il lettore, si alternano a dialoghi perfettamente costruiti che arricchiscono e particolareggiano i personaggi e le scene del romanzo, fino a donare al romanzo un respiro quasi cinematografico, che si spinge oltre le pagine. Anche lo stile scelto per la scrittura di “Certe cose oscure” è molto letterario: ricco di similitudini e metafore – che rimandano sempre a riflessioni più alte rispetto a quelle espressamente affrontate; ma nonostante l’utilizzo di un linguaggio formale, l’autrice non rinuncia a ricorrere a uno più informale, simile al parlato, animato da dialoghi perfettamente costruiti, a cui si alternano descrizioni e riflessioni – mai troppo ridondanti e sempre pertinenti, attese. 

Certo è impossibile non pensare che a “Certe cose oscure” succederà almeno un seguito, dato il finale aperto con cui si conclude, che lascia spazio all’immaginazione del lettore e lo invita a sperare di poter presto leggere come continuerà la storia d’amore tempestoso tra Silvia e Leone.

Titolo dell’opera: Certe cose oscure
Autore: Elisa Capra
Editore: Albatros
Genere: Narrativa
Pagine: 390
 

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