‘Ndrangheta: arrestato Crisafi

Roma – Il boss 34enne di Locri in manette su mandato della Dda di Reggio Calabria

pubblicato il 21/08/2014 in Attualità da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Volante polizia

E’ durata poco più di un anno la latitanza del giovane boss ‘ndranghetista Vincenzo Crisafi, locrese di 34 anni. In realtà sarebbe potuta finire anche prima, se il 24 luglio scorso egli non fosse riuscito a sottrarsi alla cattura per il rotto della cuffia: nel cuore di Roma, dove viveva in clandestinità. Ma era questione di settimane: il tempo di godersi il suo ultimo Ferragosto capitolino a piede libero ed ecco che, per lui, sono scattate le manette in via Appia, mercoledì 20 agosto. Un lavoro di sinergia in grande stile tra Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria,  Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, Squadra Mobile di Reggio Calabria e Commissariato di Polizia di Siderno: l’operazione anti-narcotraffico nota come “Puerto Liberado” passa alla cassa. Sul capo di Crisafi pesava un provvedimento di fermo in quanto indiziato per traffico internazionale di stupefacenti, in condivisione con altre dodici persone; il provvedimento, emesso dalla Dda di Reggio Calabria, è stato poi commutato il 12 agosto in ordinanza di custodia cautelare in carcere (ed è aumentato il numero delle persone coinvolte, diciotto).
Considerato organico alle cosche “Romeo” e “Giorgio” di San Luca, il paese del reggino dove risulta residente, Crisafi era diventato da qualche anno l’ambasciatore della ‘ndrangheta nei grandi circuiti del narcotraffico europei ed extraeuropei (Olanda, Germania, America del Sud). Nel suo “curriculum” massicce importazioni di cocaina in Italia da paesi nordeuropei o latinoamericani attraverso i porti di Genova, Napoli, Salerno e Gioia Tauro. In particolare, nell’estate del 2013 è stato l’artefice dell’arrivo di 100 kg fatti viaggiare a bordo di una nave della Mediterranean Shipping Company (MSC), e poi di altri 469 trasportati “romanticamente” su un veliero. 

 

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