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Medioriente: uccise moglie e figlia di leader Hamas

Mistero sulla sorte dell’uomo

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Era Mohammed Deif l’obiettivo dell’incursione dell’aviazione di Israele compiuta la sera del 19 agosto a Gaza: al suo posto sono invece morte la moglie quarantenne (secondo Rai News; per Il Fatto Quotidiano, al contrario, la donna aveva ventisette anni e si chiamava Widad) e una delle sue figlie, di soli due anni (Il Fatto Quotidiano scrive invece che si trattava di un bambino, Ali, di sette mesi).  
Deif, quarantanove anni (se si prende per buona la data di nascita della sua scheda in lingua inglese su Wikipedia, 1965; per altre fonti, però, sarebbe nato nel 1960), è diventato uno specialista nello scampare agli attentati israeliani contro la sua persona da quando, nel 2002, ha assunto il comando delle Brigate Ezzedin al-Qassam: Ed era già successo che riuscisse a risultare superstite a scapito di qualcuno della cerchia dei suoi intimi: nel 2004 il missile che doveva eliminare lui colpì in realtà Adnan al-Ghoul, il suo braccio destro. Meno fortunato Deif lo fu invece il 12 luglio del 2006, quando si rivelò giusta la soffiata avuta dai servizi segreti ebraici a proposito di un vertice dei capi di Hamas in un appartamento privato a Gaza. Anche allora il comandante sopravvisse alle bombe di Israele, ma non illeso: fu infatti gravemente ferito alla colonna vertebrale, tanto da essere costretto a lasciare, di fatto, la responsabilità di dirigere le Brigate al suo secondo, Ahmed Jabari. L'handicap non impedì però a Deif di rendersi ancora più inafferrabile di prima: il suo ultimo "avvistamento" risaliva al 2010, quando, in occasione del ventitreesimo anniversario della fondazione di Hamas, fu chiamato a partecipare alla composizione di un opuscolo celebrativo.          
Intanto, gli attacchi israeliani continuano anche nei dintorni di Gaza: in un raid a Dayr al-Balah sono morte sei persone, la metà bambini, e altre due sono rimaste ferite.

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