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Arrestata madre torinese: iniettava insulina al figlio

Fra un paio di giorni la perizia psichiatrica. Il bambino è ora soggetto ad accertamenti

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È stata arrestata una infermiera dell'ospedale Regina Margherita di Torino con l'accusa di tentato omicidio. Vittima suo figlio di soli 4 anni, al quale la madre iniettava insulina e altri farmaci. La donna potrebbe essere affetta dalla sindrome di Munchausen, saranno effettuate le perizie psichiatriche a giorni.

Il figlio di una infermiera professionale di 42 anni, da diverso tempo, veniva portato dalla madre all'ospedale nel quale lavorava,  accusando dolori, spossatezza, crisi immunitarie e altri disturbi apparentemente senza motivo. A nulla valevano le cure dei medici, infatti il bambino già dal giorno successivo ripresentava gli stessi sintomi. I parenti e i colleghi della donna erano vicini alla madre del piccolo, dandole attenzioni per la condizione di suo figlio. I sospetti sono cominciati quando ci si è accorti che il bambino stava male dopo aver visto la madre: così informata la procura, sono state posizionate videocamere nascoste per scoprirne di più. A cogliere la donna in flagrante sono stati i carabinieri di Torino, mentre gli stava iniettando l'ennesima dose di insulina e altri farmaci. Accorsi in stanza l'hanno ammanettata e dall'allora la donna è restata in silenzio.
Ora è detenuta in carcere in regime di isolamento e supervisionata affinché non commetta atti di autolesionismo o il suicidio. Da una prima analisi potrebbe essere affetta da una malattia, chiamata sindrome di Munchausen, che induce i soggetti che hanno questa malattia, a compiere gesti contro un proprio caro per attirare l'attenzione su di se. E in realtà ci era riuscita: molti suoi parenti e amici, colleghi chiedevano spesso di lei e delle condizioni del figlio, manifestando tutto il loro appoggio. La donna infatti non voleva uccidere il proprio figlio, si presume piuttosto volesse creare una situazione di malessere continuo, tanto da restare al centro dell'attenzione. Essendo una infermiera sapeva che le dosi che iniettava al figlio non erano letali, d'altro canto però il povero bambino ha avuto problemi che potrebbero essere permanenti: presenta un edema cerebrale ed è sotto accertamenti. Si spera si riassorbisca senza provocare ulteriori danni.
La procura di Torino ha disposto una consulenza medica-legale e il pm, Patrizia Gambardella, l'ha affidata al medico legale Roberto Testi. I famigliari sono sotto choc e increduli che l'infermiera di Torino fosse in grado di fare del male al suo piccolo, l quale pareva molto legata. Intanto con la perizia psichiatrica dei prossimi giorni, sarà forse possibile capire se la donna era in grado di intendere e di volere.

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