Italia partner di Israele nella fornitura di materiale bellico: esercitazioni in Sardegna. È stato reso noto, giorni fa, dall’Unione Sarda e confermato anche sul Fattoquotidiano.it. Sulla base di documenti militari ufficiali, gli F-15 e gli F-16 dell'Israeli Air Force atterreranno al poligono di Capo Frasca ad Oristano. Scattano le polemiche.
Dai cieli profanati di Gaza, i radar e gli aerei israeliani, faranno rotta verso la Sardegna, precisamente a Capo Frasca nell'oristanese, per condurre delle esercitazioni di bombardamento insieme all’aviazione italiana e Nato. Il “Programma esercitazioni a fuoco secondo semestre 2014″ del Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo, del 3 marzo di quest'anno, prevede che siano sganciate bombe inerti da una tonnellata circa sul territorio italiano. In base al quadro degli accordi bilaterali di cooperazione militare stretti tra Roma e Tel Aviv nel 2005 durante il governo Berlusconi e nel 2012 con Monti, l'Italia concede la possibilità di effettuare esercitazioni aeree sul proprio territorio. Altresì è stabilito che si impegni a fornire sensori radar "Gabbiano", prodotti dalla Selex Galilelo, Finmeccanica, da montare sui droni israeliani Hermes, nonché cannoni navali da 76mm prodotti dalla Oto Melara e montati sulle motocannoniere israeliane. Le forniture saranno quelle usate per la guerra che si sta combattendo ora a Gaza. Viene confermato dallo Stato Maggiore della Difesa e l’Aeronautica Militare, la presenza dell’aviazione israeliana in Sardegna per l’annuale esercitazione bilaterale “Vega” all’aeroporto militare di Decimomannu, a pochi chilometri da Cagliari, da cui dipende il campo di Capo Frasca.
Reazioni.
Il ministero della Difesa non ha voluto rilasciare commenti in merito.
Lapo Pistelli, vice del ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, si è incontrato con le associazioni pacifiste e disarmiste, le quali spronano il governo italiano ad interrompere immediatamente la fornitura di materiale bellico ad Israele, in quanto destinate ad un Paese in guerra.
E la Costituzione, per chi non lo ricordasse, lo dice chiaramente nell'art. 11 nei principi fondamentali: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
La situazione che sta vivendo il popolo di Gaza è terribile, morti di civili innocenti, bambini ai quali è stata privata la felicità e in molti casi la vita. Nel web sono tanti i commenti di sdegno verso la scelta dell'Italia di fornire le armi agli israeliani, che indirettamente si coinvolge nel conflitto . C'è chi pone l'accento soprattutto sull'importanza di assicurare il rispetto dell'articolo costituzionale che esprime il più auspicato dei principi, la pace. I padri costituenti hanno impresso su carta un insegnamento in memoria di quel periodo difficile che è stata la seconda guerra mondiale e prima ancora il fascismo, non dimentichiamolo.

