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Scritte neonaziste contro gli ebrei a Roma

Da San Giovanni a Prati: slogan antisemiti. Le reazioni della comunità ebraica.

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Non c'è da andarne fieri, Roma ieri mattina si è svegliata oltraggiata da messaggi di odio contro il popolo ebreo e con slogan filo-palestinesi.
Nelle serrande dei negozi ebrei dei quartieri di San Giovanni e Prati, sono stati affissi nella notte tra il 27 e 28 luglio, manifesti dal contenuto antisemita. Volantini con svastike e celtiche sui muri e sulle vetrine: sono apparse più di 70 scritte di vernice nera contro Israele e pro Palestina.
“Anna Frank cantastorie” e “Ogni palestinese è come un camera! Stesso nemico stessa barricata”  sono alcune tra le tante scritte che incitano alla violenza e all'odio verso un popolo. Minacce di morte in Via Cola di Rienzo e altre offese poi in via Ottaviano, via del Leoncino, via della Lupa. I muri della capitale di Italia si vestono di razzismo. Molte delle scritte sono state rimosse ieri mattina. Si ricerca intanto i colpevoli nelle fila di estrema destra ed estrema sinistra e, tra le ipotesi vagliate, c'è il sospetto che le scritte abbiano una stessa sorgente. Il gruppo che ha realizzato il tutto può essere composto da soggetti aventi idee politiche anche diverse, ma con lo stesso atteggiamento verso gli ebrei e quindi verso il conflitto israeliano-palestinese.  Sono sotto controllo, da parte dei commissariati e agenti della Digos, le registrazioni dalle telecamere dei negozi e altre strutture delle vie colpite. Per il momento nessun risultato utile.

Reazioni:
- Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha commentato l'accaduto consigliando di non abbassare mai la guardia e spronando il questore  e il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ad individuare, per quanto è loro possibile, gli autori dell'indegna opera. Fa poi un tuffo nei ricordi di episodi spiacevoli del passato. Era il 1993 , quando alcune “stelle gialle” furono attaccate all'entrata dei negozi ebrei. Però dice Pacifici:” Oggi Roma e l'Italia sono diverse, le Istituzioni sono con noi nel rispetto dei principi costituzionali”.

- Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, si è impegnato a fare tutto in suo potere per risolvere la questione: “Mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili di questo ignobile gesto che condanniamo con forza”. Il sindaco della città del Colosseo, ha sostenuto che le scritte antisemite sono una vergogna e un'offesa a tutti i romani e si dice vicino e solidale verso la comunità ebraica. “Roma vuole e deve essere capitale del dialogo e della pace e non terreno di barbarie".

- Dalla segreteria del Pd di Roma, Enzo Foschi e Marco Tolli, ci tengono a difendere in primo luogo la città: "è l'ennesima offesa a Roma, alla nostra memoria e alla nostra storia di città antifascista e antinazista”. Il capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina Francesco D'Ausilio: "Il conflitto israelo-palestinese rappresenta una ferita enorme per tutta la comunità internazionale”

E come negare il rammarico di vedere la propria capitale come un libro i cui muri sono pagine profanate da messaggi di odio e razzismo. Che il conflitto, che si sta consumando tra palestinesi e israeliani, sia un argomento che scotta e accende gli animi, è indubbiamente vero. Ma in un'unica direzione dovrebbe andare la voce di coloro che assistono a tale scempio: la pace. Perché arrivati a tal punto, non ha importanza chi ha ragione o torto, ammesso che la distinzione sia così netta, perché sono i civili quelli che muoiono per affari a cui non potranno neanche mai avvicinarsi. Uomini, donne e spesso bambini perdono la vita per una striscia di terra ambita per motivi forse dimenticati o comunque mai validi, almeno non quanto il sorriso degli uomini liberi dall'odio.

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