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Elisa Claps, trent’anni di interrogativi e mancate verità

In occasione della manifestazione per l’anniversario accusato di abusi sessuali l’ex parroco

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Sono passati esattamente trent’anni dalla scomparsa di Elisa Claps. Una prima verità arrivò solo dopo diciassette anni quando il corpo della ragazza fu ritrovata all’interno della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Ieri sera è andata in onda su Rai1 la prima puntata di “Per Elisa” che sta suscitando nuovo interesse mediatico, tanti anche in diretta hanno commentato ed espresso indignazione, sgomento, rabbia per quanto accaduto, sui social. 

Ci sono alcuni punti fermi sulla vicenda ma trent’anni dopo tanti sono ancora gli interrogativi, i dubbi, le verità parziali o mancate nonostante il processo che ha condannato come autore dell’assassinio della ragazza Danilo Restivo. I primi già sul ritrovamento: il corpo di Elisa Claps è sempre stato lì? Come è possibile che all’epoca, e per diciassette anni, non è mai stato ritrovato? Accanto al corpo fu trovato il bottone di un abito cardinalizio, perché? E quando e come esattamente fu ritrovato il corpo e perché non fu immediatamente segnalato alle autorità? Circostanza su cui divergono le versioni delle due donne delle pulizie e dell’allora vice parroco. 

Il giorno della scomparsa di Elisa Claps Danilo Restivo fu accompagnato in pronto soccorso dove sostenne di essersi ferito alla mano cadendo dalle scale in un cantiere. Una versione la cui credibilità venne a mancare negli anni successivi, Restivo fu condannato per falsa testimonianza. Ma fino al giorno del ritrovamento del corpo di Elisa non venne dato seguito alle indagini e non fu ricollegato alla scomparsa della ragazza. Nel 1997 un’informativa dei servizi segreti aveva già messo nero su bianco conclusioni su quanto accaduto. Perché i servizi segreti si interessarono della scomparsa di Elisa Claps? E perché non fu inviata l’informativa alla magistratura lucana e, anzi, ci furono resistenze e rifiuti di inviarla quando ormai la notizia era di dominio pubblico?

Sono questi solo alcuni dei tanti interrogativi, dei depistaggi avvenuti, che hanno portato il fratello Gildo ad affermare che «parte di verità è rimasta sepolta». 

La Chiesa della Santissima Trinità è stata riaperta al pubblico e tornerà alla sua normale quotidianità religiosa nonostante le proteste della famiglia Claps, un intervento del Papa su cosa dovrebbe accadervi, di don Marcello Cozzi di Libera e tanti altri. In occasione del trentennale della scomparsa di Elisa Claps (e del suo assassinio perché le indagini e i processi hanno accertato che fu uccisa il giorno stesso della scomparsa) si è tenuta una manifestazione di fronte la Chiesa. «Io in quella chiesa – ha dichiarato uno dei presenti, Dino Quarantino – sono stato abusato» aggiungendo, riporta il Quotidiano del Sud, dopo che alcuni presenti gli hanno urlato di fare nomi, di essere «indignato da quella targa apposta all’interno che ricorda don Mimì Sabia», il parroco della Santissima Trinità oggi deceduto. 

 

 

fonte foto: Adn Kronos

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