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Giorgia Meloni al summit per la pace: "Soluzione due Stati"

La presidente del Consiglio al Cairo: "Condannare Hamas senza ambiguità", “La reazione di uno Stato non può e non deve mai essere motivata da sentimenti di vendetta”

redazione
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"La soluzione strutturale della crisi è con due popoli e due Stati". E' quanto ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Cairo in Egitto al summit per la pace in Medio Oriente, organizzato dal presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Occorre riprendere “una iniziativa politica per una soluzione strutturale della crisi” in Medio Oriente. "Una soluzione che deve essere concreta e avere una tempistica definita" sottolinea. "Dobbiamo fare l'impossibile per evitare una escalation di questa crisi" perché, ha ammonito la presidente del Consiglio, "le conseguenze sarebbero inimmaginabili". "L'Italia sia il ponte per il dialogo tra Europa e Medio Oriente" auspica la premier che avverte: "Nessuna causa giustifica il terrorismo e i neonati massacrati". 

"La reazione di uno Stato non può e non deve mai essere motivata da sentimenti di vendetta. Uno Stato fonda la sua reazione sulla base di precise ragioni di sicurezza, commisurando la sua forza e tutelando la popolazione civile. Questo è il confine nel quale la reazione di uno Stato deve rimanere di fronte al terrorismo e io sono fiduciosa che sia anche la volontà di Israele". 

La premier ha espresso, poi, preoccupazione "per la sorte degli ostaggi nelle mani di Hamas" tra i quali anche cittadini italiani. "Noi chiediamo l'immediato rilascio degli ostaggi, chiaramente a partire da donne, bambini e anziani". Considero "molto importante" questa conferenza "dopo il terribile attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre che, dobbiamo ricordare, si è abbattuto contro civili inermi con una efferatezza senza precedenti che lascia inorriditi e che è giusto condannare senza ambiguità". "Per l'Italia era doveroso partecipare a questa conferenza, per il ruolo che storicamente l'Italia svolge come ponte di dialogo tra Europa, Mediterraneo e Medio Oriente", ha sottolineato la presidente del Consiglio. 

"L'impressione che ho io, e lo dirò con la franchezza che mi è propria, è che per le modalità con le quali si è svolto fosse questo il vero obiettivo dell'attacco di Hamas: non difendere il diritto del popolo palestinese, ma costringere a una reazione contro Gaza che minasse alla base ogni tentativo di dialogo e creasse un solco incolmabile tra i paesi arabi, Israele, l'Occidente, compromettendo definitivamente pace e benessere di tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di volere difendere e rappresentare". "Il bersaglio" di Hamas, ha messo in guardia la premier italiana, "siamo tutti noi e io non credo che noi possiamo cadere in questa trappola, sarebbe una cosa molto, molto stupida". 

"Considero molto importante la decisione della Commissione Ue di triplicare gli aiuti umanitari a Gaza portandoli a oltre 75 milioni di euro" ma "l'aumento delle risorse deve essere accompagnato da un rigidissimo controllo su chi le utilizza".

All'arrivo al vertice la premier è stata accolta dall'Ambasciatore d'Italia in Egitto, Michele Quaroni e dal Ministro del Commercio egiziano, Hazem al-Beblawi. C'è stato anche un iniziale breve scambio di battute tra la premier, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il Re di Giordania Abd Allah II. I leader hanno poi posato per la tradizionale foto di famiglia, nel corso della quale Meloni ha avuto modo di salutare il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez. I leader hanno preso posto al grande tavolo circolare dell'Hotel St. Regis con al centro il simbolo del vertice, una colomba di pace. 

(fonte Adn Kronos)

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