La sua agonia e la sua morte avvenuta il 5 dicembre 2013 ha commosso il mondo intero, da città del Capo a Copenhagen, da Shanghai a San Francisco, il mondo intero ha pianto Madiba. I suoi 27 anni di prigionia non trasformarono il presidente dell’Africa National Congress in un vendicatore. Si ispirò al pensiero ubuntu nel quale fu allevato, e dopo la sua liberazione nel 1990 sostenne la riconciliazione con il governo di Frederik de Klerk. Questo gli valse il premio Nobel per la pace nel 1993 e subito dopo l’onore di diventare presidente del Sud Africa. Il resto della storia è conosciuto, ma non si finirà mai di raccontarla, valutarla, meditarla e analizzarla cercando di tirare delle conclusioni.
Questo venerdì 18 luglio Nelson Mandela avrebbe compiuto 96 anni. Sei mesi dopo la sua morte prevale una domanda: cosa resta della sua eredità ? Il vecchio leone ha dei successori o degli eredi? Questo apostolo della non-violenza con il guanto di velluto guidato da una mano di ferro può fare la scuola nel suo paese dove le tensioni interrazziali crescono? Una volta era il paese più ricco del continente adesso il Sud Africa sta vivendo una profonda crisi economica e di identità . La classe media tarda ad emergere , il sottosuolo inesauribile della colonia olandese non è più capace di determinare la crescita del paese. Le sfide del domani non sono enormi come quelle di ieri ,ma richiedono ai successori di Mandela tatto, intelligenza, preoccupazione per il benessere generale e mancanza di prevaricazione per ottenere il potere di un clan sull’altro.La storia dirà se ne saranno capaci.

