Duecento di questi giorni. I militari da sempre più vicini alla gente, materia di tanti spunti umoristici e per fiction, i gendarmi italiani per definizione (di carabina armati, da cui il nome), festeggiano il loro specialissimo compleanno confermando la popolarità e l’affetto guadagnati lungo tutta la storia dell’Italia post-unitaria, e anche una buona fetta di quella pre-unitaria: nacquero, infatti, a Cagliari per volontà di Vittorio Emanuele I con le regie patenti del 13 luglio 1814. Eredi dei Reali Cavalleggeri, sin dall’inizio i carabinieri si sono contraddistinti per un’operatività su un doppio livello, essendo nello stesso tempo una milizia di ordine pubblico e un reparto dell’esercito (fanteria leggera). Per la verità, fino al 2000 i carabinieri erano considerati a tutti gli effetti un’arma di esso; ma all’inizio del terzo millennio si sono “emancipati” divenendo una forza armata autonoma collegata al Ministero della Difesa. Il loro esordio assoluto in battaglia avvenne a Grenoble, meno di un mese dopo la sconfitta napoleonica di Waterloo. Ma la lunga tradizione di eroismo dell’arma inizia qualche anno più tardi, il 25 giugno 1833 a Pastrengo (I guerra d’indipendenza), quando, da valorosi “pretoriani”, i carabinieri salvarono la vita al re Carlo Alberto, colui che aveva stabilito i colori per le loro divise. Lunga tradizione, e benemerita, come il titolo che l’arma si guadagnò nel 1864: onorata da figure come Salvo D’Acquisto e Carlo Alberto Dalla Chiesa , solo per citarne due famose, a cui naturalmente si affiancano quelle dei tanti ufficiali e semplici militari morti in operazioni militari, anti-mafia, anti-terrorismo o soltanto di pubblica sicurezza. La sorte (o lo stellone d’Italia) non volle che proprio i carabinieri si rendessero protagonisti di un colpo di stato agli ordini del generale De Lorenzo, pochi anni prima dell’inizio della stagione delle stragi: quel tentativo di sovversione finì nel vuoto, inghiottito nei misteri e nei veleni di una fase convulsa della nostra storia (e destinata a diventarlo sempre di più); oppure semplicemente finì in barzelletta, come spesso accade, immeritatamente, ai nostri prodi (che per fortuna però non sembrano prendersela più di tanto; dopotutto è un modo come un altro per stare sempre sulla bocca della gente).

