È stato preso a calci e pugni in strada, dopo essere stato circondato da un gruppo di almeno tre ragazzi di estrema destra, che gli avevano chiesto se fosse «un antifascista». Un'aggressione a freddo, poco dopo la mezzanotte di venerdì, avvenuta a piazza Epiro, a Roma. La vittima è uno studente 18enne del liceo Mamiani, che ora si trova ricoverato all'ospedale San Giovanni, con un naso rotto e numerose contusioni. «Stavo tornando da casa della mia fidanzata, che abita poco distante dalla mia abitazione – racconta Davide (nome di fantasia), al secondo anno di liceo – quando ho notato due persone ferme in strada. Mi fissavano e sembrava che mi stessero aspettando. Quando ho raggiunto una zona poco illuminata, uno di loro mi è venuto incontro e mi ha chiesto se fossi un antifascista. Gli ho risposto di sì e allora, insieme all'altro che era con lui, hanno iniziato a contestare la mia affermazione, dicendo cose del tipo 'ma non ti vergogni a dircelo?' È chiaro che si trattava di un pretesto per litigare». Dopo pochi minuti la discussione degenera e, improvvisamente, da dietro arriva un terzo ragazzo che colpisce Davide con un pugno in volto, rompendogli gli occhiali. Inizia a sanguinare dal naso e cade a terra: il branco, però, non ha pietà e inizia a prenderlo a calci. Davide urla, si protegge il viso con le mani, ma per fortuna riesce ad alzarsi e a fuggire via.

