29 giugno 2009: Viareggio avvolta dalle fiamme

5 anni fa il grave disastro ferroviario che colpì la città toscana

pubblicato il 30/06/2014 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Mancavano poco più di dieci minuti alla mezzanotte del 29 giugno 2009 quando il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, composto da 14 carri cisterna che trasportano gas petrolio liquefatto (gpl), deragliava probabilmente a causa del cedimento al carrello del primo carro cisterna, trascinando con sé altri quattro carri, a poche centinaia di metri dalla stazione Fs di Viareggio e delle palazzine nei dintorni. Nell'urto una cisterna viene perforata da un elemento del carro, spargendo il pericoloso gas nell'aria che, a contatto con l'ossigeno e alla primo innesco che trova, poco dopo si incendia, provocando una tremenda esplosione e incendi di vaste proporzioni, che provocheranno 33 morti, 17 feriti, oltre mille sfollati e 228 costruzioni colpite. I soccorritori si troveranno a lavorare di fronte ad uno scenario “infernale”, specialmente i Vigili del Fuoco che lavoreranno tutta la notte per mettere in sicurezza, evitando uno scenario ancor peggiore, le cisterne di gpl non ancora colpite senza contare i volontari delle associazioni di mutuo soccorso, come quelli della Croce Verde che avranno anche la sede investita dall'esplosione con quasi tutte le ambulanze danneggiate e che si troveranno non solo a portare via i feriti ma anche a spegnere il fuoco con i loro mezzi antincendio. A cinque anni da quella tragica notte i superstiti, familiari delle vittime e quanti fanno parte delle associazioni di tutela nate dopo il disastro ancora attendono una sentenza da parte del processo che indaga sulle responsabilità dell'incidente, laddove alcuni degli imputati, ben 33 tra amministratori delegati, dirigenti e facenti capo alle nove società chiamate alle loro responsabilità, non solo non si sono presentati davanti al Tribunale di Lucca ma, come sostenuto da alcuni organi di stampa, hanno ricevuto “promozioni” e avanzamenti di carriera. Un disastro, quello di Viareggio, che ha messo in luce la pericolosità del transito di alcuni convogli ferroviari intorno ai centri abitati e che, cinque anni dopo, ricorda di non sottovalutare le misure di sicurezza nei trasporti pericolosi. Il nostro pensiero và a tutti gli scomparsi di quella tragica notte viareggina e a chi, con abnegazione e coraggio, si adoperò per gli altri e adesso non demorde per chiedere luce e giustizia sull'accaduto.

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