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È necessario un nuovo modello scolastico

Emergenza educativa, le proposte del Coordinamento Nazionale dei Docenti per i Diritti Umani

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I gravissimi recenti fatti di cronaca di Palermo e Caivano, i due efferati stupri di gruppo di giovanissimi (molti minorenni), sono al centro del dibattito mediatico e sociale di questi giorni. Oltre la cronaca ci sono riflessioni più ampie che stanno coinvolgendo la sfera dell’educazione e della crescita dei giovani. E quindi le scuole.  

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha proposto in questi giorni alcune riflessioni sull’emergenza educativa:

  • la dignità umana e il rispetto dell’altro costituiscono una vera emergenza educativa; 
  • molti adolescenti subiscono un bombardamento di immagini, filmati e game di contenuto assolutamente inappropriato alla loro giovanissima età;
  • manca una vera cultura del rispetto tra generi e della persona in generale; 
  • una società improntata al consumismo e al materialismo, in cui i valori e i diritti vengano ignorati o calpestati, in funzione della logica del più forte, che si sente autorizzato a predare e bullizzare il prossimo, con il consenso complice del vuoto affettivo determinato da scarsa autorevolezza e presenza delle figure educative di riferimento, è destinata al collasso relazionale – affettivo. Le famiglie, i genitori, hanno le responsabilità preponderanti nella crescita dei propri figli; anche le agenzie educative esterne al nucleo primigenio genitoriale hanno comunque un compito preciso: contrastare l’ “addestramento”  al cinismo, al disprezzo, alla prepotenza e all’ignoranza costantemente condotto / indotto da tutta una serie di stimoli – input presenti in un sistema improntato più al fatturare che alla divulgazione di idee finalizzate alla formazione di “teste” empatiche e pensanti;
  • poco tempo viene dedicato al dialogo; con adolescenti abbandonati per ore a contatto con tutto quello che il web propone senza nessuna forma di controllo, in molti casi. Le serie televisive, i film e altri contenuti d'intrattenimento a pagamento trasmessi via Internet dalle società operanti nella distribuzione streaming via Internet sono caratterizzati spesso da scene, tematiche e aspetti fortemente violenti. Non sempre adulti accompagnano i minori nel visionare tale materiale; difficilmente, con i ritmi frenetici del lavoro, segue un dialogo o una discussione costruttiva per ragionare insieme circa la liceità / eticità di determinati comportamenti.

 

«La scuola dovrebbe ulteriormente potenziare l’insegnamento dell’Educazione civica proprio per spiegare sanzioni, reati e conseguenze di azioni eticamente e penalmente inammissibili – propone il Coordinamento - in primo luogo si deve insistere sull’importanza del rispetto della dignità altrui; successivamente ripristinare l’autorevolezza di insegnanti e genitori» e «sarebbe opportuno incrementare i servizi di supporto specialmente per le classi più complesse, con il personale docente proveniente dalla classe di concorso giuridico – economico», tema su cui il Coordinamento di docenti è già intervenuto nei giorni scorsi. 

«È necessario pensare ad un nuovo modello scolastico più flessibile nella veicolazione dei contenuti e nella gestione delle attività attraverso una rimodulazione dei tempi e degli ambienti di apprendimento, evitando, per esempio le famigerate classi pollaio, in cui è veramente difficile dedicare a tutti gli studenti il tempo necessario per l’ascolto» e «soprattutto si deve sostituire il modello educativo imperante basato sul Narcisismo del soggetto in formazione con una linea pedagogica incentrata invece sulla condivisione e attenzione per i sentimenti altrui» conclude il Coordinamento Nazionale dei Docenti per i Diritti Umani.

 

 

 

 

 

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