Sono siriani quasi tutti i minori arrivati in Italia dall'inizio dell'anno sui barconi dei migranti. Hanno cinque, sei anni, ma alcuni di loro sono molto più piccoli. Li accompagnano i genitori, che in Siria avevano casa e lavoro. Avevano, prima che la guerra civile iniziata tre anni fa li costringesse a mettere vestiti e giocattoli in un sacchetto e a partire.
"Dei 3.000 minori accompagnati arrivati in Italia fino al 17 giugno la maggior parte è in fuga dal conflitto siriano", racconta Carlotta Bellini, responsabile protezione Save the Children Italia. "Hanno attraversato il confine tra la Siria e il Libano, per poi viaggiare verso l'Egitto, la Libia e da lì in mare verso l'Italia. In mare hanno rischiato molto. Molti bambini dicono di aver avuto paura di morire".
Ma le migliaia di piccoli profughi, pur avendo riportato enormi traumi legati alla guerra e al viaggio, si avviano comunque verso una nuova vita nei Paesi del nord Europa. La stessa cosa non si può dire dei minori rimasti in Siria. "Non hanno elettricità o acqua. Devono mettere insieme i soldi per comprare il pane, quando è disponibile. Ci raccontano di case distrutte, di aver perso tutti i loro giochi. Questa è la loro condizione in Siria".
Lucia Maffei (Radio 24)

