Le mafie sono sempre più organizzazioni economiche, finanziarie. Prosperano sulla speculazione, sullo sfruttamento di attività economiche e muovendo capitali miliardari. Organizzazioni mafiose come la ‘ndrangheta e la camorra così si sono consolidate e rafforzate. Colpirli nei loro forzieri, nelle loro ricchezze, restituendo alla collettività quel che hanno sottratto è uno degli strumenti più importanti nella lotta antimafia. Restituire alla collettività , trasformare in un bene comune quel che era diventato proprietà dei clan è alla base dell’impegno e del lavoro di molte associazioni e cooperative attive nei beni confiscati.
A Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta, un terreno di sette ettari confiscato al boss Francesco Schiavone detto Sandokan è diventato un meraviglioso campo di cardo. Gestito dalla Cooperativa Sociale Terra Felix. I beni confiscati e restituiti alla collettività fanno paura alle mafie, vengono avversati, boicottati, attaccati. Perché sono la dimostrazione più grande che è possibile creare alternative alle mafie, che si può costruire un’economia onesta e pulita. Tante cooperative ed associazioni negli anni hanno subito attentati, intimidazioni, boicottaggi.
Lo scorso 25 luglio l’auto di un attivista della cooperativa è stata data alle fiamme. Un nuovo atto criminale li ha colpiti a Ferragosto con l’incendio dell’intero campo. Lo hanno reso noto gli stessi promotori della Cooperativa Sociale Terra Felix sui social. Questo il testo integrale del loro post su facebook.
Nel primo pomeriggio di ferragosto è bruciato il nostro campo di Cardo.
A Santa Maria la Fossa (CE) abbiamo in concessione e un terreno di 7 ettari confiscato al clan Schiavone e precisamente a Francesco detto Sandokan.
Da 4 anni coltiviamo Cardo per la riqualificazione del suolo abbandonato da diversi anni e contribuire alla filiera della bioeconomia circolare.
Dai i semi di cardo che abbiamo raccolto lo scorso 7 agosto si estraggono oli vegetali utili per bioplastiche e biochemicals mentre la biomassa serve per la produzione di Ballette per la coltivazione di fungo cardoncello che realizziamo nella serra Fungaia inaugurata lo scorso aprile.
Il campo è bruciato in sole 3 ore, approfittando del caldo torrido e del forte vento ci è stata distrutta una produzione di circa 150 quintali di biomassa.
Dopo l’incendio dell’auto del nostro Rosario Russo lo scorso 25 luglio a Succivo questa settimana subiamo un nuovo atto criminale.
Andremo avanti con la nostra determinazione e soprattutto con la vicinanza di tanti amici, istituzioni, e tante realtà Associative e cooperative.

