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Fine di un'epoca: entro il 2023, addio anticipato alle cabine telefoniche

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La prima cabina telefonica pubblica in Italia fu installata a in piazza San Babila a Milano il 10 febbraio 1952. In origine, le cabine erano gestite da varie compagnie telefoniche private, ma nel 1964 il governo italiano creò l'azienda statale SIP (Società Italiana per l'Esercizio Telefonico) che ne rilevò la gestione.

Negli anni '70 e '80, le cabine telefoniche divennero molto diffuse in tutta Italia. Quando cellulari e smartphone non erano alla portata di tutti (o non esistevano affatto), per generazioni di adolescenti l'amore correva sui loro fili. Erano infatti l'unico modo per telefonare da luoghi pubblici, come piazze, stazioni ferroviarie e aeroporti. Le cabine erano anche utilizzate per effettuare chiamate internazionali, che erano molto costose all'epoca. Nelle cabine telefoniche gli utenti potevano effettuare le telefonate inserendo, monete, tessere prepagate o carte di credito. Prima dell'avvento dell'Euro vi erano in circolazione anche degli appositi gettoni telefonici del valore di uno scatto (200 lire) concepiti appositamente per essere usati con le cabine telefoniche. Una volta inserita la scheda o le monete era possibile effettuare la chiamata, che non poteva protrarsi per un tempo superiore a quello concesso dal credito a disposizione; un display sull'apparecchio avvisava comunque costantemente del credito disponibile in modo da poter inserire altre monete o cambiare la scheda telefonica per non perdere la comunicazione.

Le cabine telefoniche sono state un'importante parte della storia italiana. Hanno permesso alle persone di comunicare tra loro anche da luoghi pubblici e hanno contribuito a diffondere la telefonia in tutto il paese. Tuttavia, con l'avvento dei telefoni cellulari, le cabine telefoniche stanno scomparendo, in quanto sono diventate obsolete.

Nel 2000, il governo italiano ha deciso di privatizzare la SIP, che è stata poi acquisita da Telecom Italia. Telecom Italia ha continuato a gestire le cabine telefoniche, ma ha anche iniziato a ridurre il loro numero.

La maggior parte delle cabine telefoniche ancora presenti, è inutilizzata e Telecom Italia, attraverso una conferenza stampa ha annunciato di voler anticipare entro la fine del 2023 (previsto per il 2026), il piano di rimozione delle 16mila postazioni pubbliche disseminate per le strade e le piazze delle nostra città. Questi apparecchi ben presto saranno presenti “nell’album dei ricordi di tutti noi”. Una rimozione che segna il tramonto di un'epoca ormai passata, che ci tocca salutare non senza nostalgia.

 Lo smantellamento segue la decisione dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che dopo una consultazione pubblica, aveva stabilito che Telecom Italia non avesse più l’obbligo di garantire il servizio pubblico. Saranno mantenute in vita le cabine telefoniche in luoghi di interesse sociale come caserme, carceri, ospedali e dove non arriva la copertura della rete mobile, come ad esempio nei rifugi di montagna. In totale, le postazioni di questo tipo sono 1.801. 

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