Tornano al centro della cronaca le condizioni di detenzione in Italia. Carceri sempre più sovraffollate, con personale carente e condizioni quasi di invivibilità. Un indicatore della situazione è l’aumento del numero dei suicidi che cresce ogni anno. Trentanove sono i suicidi dall’inizio, undici solo dall’inizio di giugno.
Una delle ultime notizie ha interessato Bari e Pescara con la morte di Fakhri Marouane. «Si trovava al Policlinico di Bari dove era stato ricoverato a fine maggio, dopo essersi dato fuoco mentre si trovava nel carcere di Pescara – ricorda l’associazione Antigone - il ragazzo, di 30 anni, era testimone al processo per quella che è stata definita la "mattanza" del carcere di Santa Maria Capua Vetere quando, il 6 aprile 2020, decine di detenuti subirono violenza da parte di agenti di polizia penitenziaria» e «Fakhri era uno di coloro che quelle violenze le aveva subite».
«C'è bisogno di provvedimenti immediati e urgenti: riempire la vita nelle carceri di attività anche in questi mesi, garantendo l'accesso di volontari; dare alle persone detenute la possibilità di effettuare telefonate e videochiamate ogni giorno con i propri cari; contro il caldo garantire la presenza di ventilatori e frigoriferi nelle celle – ha dichiarato il presidente di Antigone Patrizio Gonnella - il grande numero dei suicidi registrato lo scorso anno aveva acceso l'attenzione sul mondo delle carceri, c'è bisogno di tornare a parlarne e garantire che, questa volta, le buone intenzioni si trasformino in atti concreti».

