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È morto Monsignor Luigi Bettazzi, l’ultimo padre conciliare

Vescovo emerito di Ivrea, aveva 99 anni

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La notizia è giunta questa mattina, nei giorni scorsi alcune preoccupazioni sul suo stato di salute si erano diffuse tra i tantissimi che l’hanno conosciuto: è morto Monsignor Luigi Bettazzi. Aveva 99 anni ed era l’ultimo protagonista del Concilio Vaticano II ancora vivente.

I tanti messaggi di cordoglio che in quest’afosa mattinata domenicale stanno giungendo testimoniano l’affetto, la stima e quanto Bettazzi è punto di riferimento nel mondo cattolico e laico. Il Concilio Vaticano II fu solo la prima, grandissima, esperienza di decenni di impegno e testimonianza cristiana e laica. Mons. Bettazzi è stato per tanti anni presidente di Pax Christi e sempre protagonista in prima linea nelle Marce per la Pace di fine anno che, con Caritas e CEI, l’associazione cattolica organizza sin dalla fine degli Anni Settanta. Nonostante l’avanzare dell’età ha sempre cercato di non saltare un solo anno e con tenacia e forza le ha percorse. Insieme a don Tonino Bello, che fu suo successore alla guida di Pax Christi, Bettazzi fu tra i protagonisti di una Marcia per la Pace entrata nella storia: quella con cui 500 persone partite dall’Italia rappresentanti del mondo cattolico e laico, di varie associazioni e movimenti, nel 1992 riuscì ad entrare a Sarajevo rompendo l’assedio militare. 

Monsignor Bettazzi, in pieno spirito conciliare, non ha mai lesinato l’esporsi e far sentire alta la sua voce su temi sociali, per la Pace, per la giustizia, per il lavoro, i diritti e la dignità umana di tutti. Assumendo anche posizioni scomode e di rottura come sul disarmo o durante il rapimento di Aldo Moro. «Assieme agli altri vescovi Clemente Riva e Alberto Ablondi, chiese di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro rapito dalle Brigate Rosse – ricorda Avvenire - La richiesta, tuttavia, venne respinta dalla Curia Romana e Bettazzi raccontò che, quando fece presente che si trattava di una vita umana e non di un fatto politico, ricevette in risposta la frase “È meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”».

 

 

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