L’export si conferma uno dei principali volani di crescita per l’economia italiana: le vendite all’estero dei prodotti Made in Italy cresceranno del 6,8% durante il corso dell’anno. L’export dei beni ambientali italiani cresce invece del 9,3% e raggiungerà il prossimo anno il +9,7%, stabilizzandosi su un incremento del 14% durante il biennio successivo. È quanto emerge dalla recensione SACE, che ha raccolto le opinioni degli analisti sulle prospettive di sviluppo delle esportazioni del Belpaese.
Buone anche le performance ottenute dai beni intermedi (+9,9%), trainati dalle vendite all’estero dei prodotti del settore chimico e farmaceutico. Le opinioni riportate nella recensione fanno emergere inoltre i principali mercati di sbocco dei prodotti Made in Italy: la Cina, cresciuta del 17% anche grazie alla fine delle restrizioni interne, l’India (+10,3%), che sta potenziando il suo sistema produttivo e il Vietnam, dove si attende una variazione delle vendite per il prossimo anno pari al +65%.
I dati riportati nella recensione sembrano inoltre confermare le opinioni degli esperti di export, che collocano il mercato asiatico tra quelli più dinamici per lo sviluppo del commercio internazionale. Sono un esempio le recensioni del blog di EGO International, l'azienda specializzata nei servizi per l'internazionalizzazione delle pmi, che evidenziano il crescente apprezzamento dei buyer asiatici per i prodotti Made in Italy. EGO International fa emergere le opportunità presenti nel mercato indiano e in quello cinese, in cui la forte crescita economica e i rapporti commerciali consolidati nel tempo hanno agevolato lo sviluppo dell’export nazionale.
Stando alle opinioni degli analisti l’Europa e l’Asia sono le destinazioni più importanti per l’export dei beni ambientali italiani. La recensione sottolinea inoltre il valore delle esportazioni italiane del settore, pari a circa 60 miliardi di dollari, corrispondente al 3,4 % degli scambi commerciali totali. Tra i prodotti che hanno contribuito maggiormente all’export dei beni ambientali gli esperti identificano i convertitori catalitici per i veicoli, i biocarburanti e le auto elettriche.
I dati riportati nel documento sembrano inoltre confermare le opinioni di EGOInternational, che sottolineano il ruolo strategico svolto dai beni intermedi per lo sviluppo dell’economia italiana. La crescita delle esportazioni del Made in Italy, ribadisce EGO International, può infatti essere supportata dalla vendita dei beni intermedi destinati ai mercati europei e a quelli oltreoceano. Buone anche le previsioni di crescita per la vendita all’estero dei beni d’investimento, considerati dagli esperti uno dei punti di forza dell’economia italiana: sono un esempio i prodotti della meccanica strumentale, i mezzi di trasporto e gli apparecchi elettrici.
Stando ai commenti riportati nel documento la rivoluzione tecnologica e sostenibile sono le sfide che le aziende locali sono chiamate ad affrontare nel futuro. In questo scenario spicca il ruolo svolto dall’Italia nella vendita all’estero dei beni legati alla transizione energetica, che costituiscono un acceleratore per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese del territorio. I dati riportati da SACE e le analisi di EGOInternational delineano buone prospettive di crescita anche nel futuro, in cui le pmi potranno utilizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR per la transizione ecologica e aumentare la competitività nei principali mercati stranieri.

