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La Svezia autorizza un manifestante a bruciare il Corano davanti ad una moschea

Il Papa "La libertà di espressione non dovrebbe essere usata come scusa per offendere gli altri"

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Il fatto

Qualche giorno fa, Salwan Momika, un uomo di origine irachena ha preso a calci e dato fuoco ad una copia del libro sacro dell'Islam. Le autorità, che gli hanno consentito la “dimostrazione”, hanno poi aperto un'indagine nei suoi confronti per “agitazione contro un gruppo etnico”. L'uomo è poi stato denunciato per incitamento all'odio razziale.

"Non stiamo combattendo contro i musulmani, ma contro i loro pensieri", ha detto il 37enne che aveva già chiesto a febbraio di seppellire il Corano fuori dall'ambasciata irachena in segno di protesta, ma la polizia gliel'aveva vietato. Mercoledì, invece, l'autorità di polizia aveva reso la manifestazione possibile proprio all'inizio dei tre giorni di festa musulmana Eid al-Adha, festa del sacrificio celebrata dai musulmani in tutto il mondo.

La protesta, le cui immagini sono divenute subito virali, è avvenuta di fronte alla grande Moschea di Stoccolma, la Medborgarplatsen Camii, nel quartiere centrale di Sodermalm. Diverse persone sono accorse per protestare contro il rogo e una di questa è stata fermata dalla polizia per aver tentato di lanciare una pietra.

"Il diritto costituzionale ha la precedenza sui divieti temporanei di incendio” aveva detto la portavoce della polizia. All'inizio dell'anno, le manifestazioni dell'estremista Rasmus Paludan hanno portato a uno stallo nei negoziati di adesione della Svezia alla Nato e hanno scatenato proteste nel mondo arabo, aumentando la minaccia terroristica contro la Svezia. Citando motivi di sicurezza, la polizia svedese ha negato il permesso per manifestazioni simili in diverse occasioni, salvo poi cambiare idea a seguito di una decisione della corte che difende il diritto costituzionale alla libertà di protesta

Il primo ministro svedese Ulf Hjalmar Kristersson ha detto che la decisione della polizia di consentire il rogo è "legittima ma inappropriata".

 

L'indignazione del Papa

Papa Francesco "respinge" e "condanna" il rogo del Corano in Svezia durante una manifestazione che si è tenuta il 28 giugno davanti alla moschea di Soedermalm, a Stoccolma. "La libertà di espressione - spiega il Pontefice in un'intervista a Hamad Al Kaabi pubblicata sul giornale degli Emirati Arabi Uniti 'Al-Ittihad' dicendosi indignato - non dovrebbe essere usata come scusa per offendere gli altri".

"La nostra missione - sottolinea - è trasformare il senso religioso in cooperazione, fratellanza e atti concreti di bene". Oggi, spiega, "abbiamo bisogno di costruttori di pace, no di istigatori dei conflitti. Abbiamo bisogno di vigili del fuoco, non di piromani. Abbiamo bisogno di predicatori, di riconciliazione, non di persone che minacciano la distruzione. O costruiamo il futuro insieme, o non ci sarà futuro", spiega il Santo Padre.

Iran

Teheran congela la nomina di un nuovo ambasciatore in Svezia per protesta contro il rogo del Corano. A dichiararlo è stato oggi il ministro degli Esteri iraniano Hussein Amirabdollahian.

I dettagli pratici, amministrativi della nomina sono tutti completati, ma il nuovo ambasciatore non andrà ad occupare l'incarico a Stoccolma, ha aggiunto. Mercoledì l'incaricato d'affari svedese era stato convocato a Teheran dove gli era stata formalizzata la protesta per quanto avvenuto nel primo giorno del Eid al-Adha a Stoccolma.

Pakistan

Decine di attivisti musulmani hanno partecipato oggi a Lahore in Pakistan ad un raduno contro l'azione di protesta di mercoledì scorso, quando il 37enne iracheno Salwan Momika ha bruciato una copia del Corano davanti ad una moschea a Stoccolma. Lo riportano media locali. I manifestanti hanno gridato slogan anti-svedesi e poi hanno dato fuoco ad un manifesto dove era disegnata una bandiera svedese.

Erdogan

Tempo fa, un altro manifestante, tale Rasmus Paludan, aveva bruciato un Corano davanti alla ambasciata turca. Questa manifestazione, come anche quella di Momika, era stata autorizzata dalle forze dell'ordine svedesi. La manifestazione ha quindi contribuito a uno stallo nei negoziati di adesione della Svezia alla NATO e hanno scatenato proteste nel mondo arabo. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha dichiarato di voler ancora aderire alla NATO. La questione ora si prospetta ancora più incerta. Il rogo è "un vilipendio inaccettabile" ha subito twittato il ministro degli esteri turco. La Svezia ha bisogno dell'appoggio della Turchia per entrare nella NATO, e al momento Erdogan non sembra per niente predisposto.

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