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Dopo il 2000, si replica il 3000: il nostro carro leggero della Grande Guerra

Andrea Cionci - autore dell'articolo pubblicato sul suo blog

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Dopo il Fiat 2000, si replica il 3000: il nostro carro leggero della  Grande Guerra

 

di Andrea Cionci

01 luglio 2023

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I carristi hanno una forza di volontà che fa onore al loro motto, "Ferrea mole, ferreo cuore". Con l'inesorabile determinazione dei cingoli che ben conoscono, gli stessi sono riusciti a portare a termine un’impresa, da primato mondiale, diventata realtà in soli due anni: ricostruire dal nulla un gigantesco carro armato, in dimensioni e peso originale, per giunta motorizzato. Il "nuovo" Fiat 2000, perfetta replica dell’originale del 1917, è stato presentato al pubblico – marciante – nel maggio 2022 presso il Parco Esposizioni Novegro, a Milano, in occasione del 70° della fondazione dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia (A.N.C.I.), durante la mostra “Militalia” dedicata al collezionismo militare.

Ma evidentemente i carri armati sono come le ciliegie, uno tira l’altro, così, dopo aver ricostruito il Fiat2000, ora vogliono costruire una replica del carro armato Fiat3000 - risalente al 1921 e in servizio fino al 1943 - del quale tutti gli esemplari originali sono andati irrimediabilmente perduti.
“Abbiamo deciso di farlo – spiega il gen. Sabato Errico, presidente dell’A.N.C.I. - nell’approssimarsi del compimento del centesimo anniversario della costituzione in Roma del «Reparto Carri Armati», ente la cui nascita nel 1923, a Roma, segnò l’inizio della costruzione dell’edificio carrista nell’Esercito Italiano. Fu qui che, iniziando proprio dal carro che vogliamo ricostruire, la fiamma carrista fu definitivamente accesa e fu da questo carro che iniziò l’interminabile serie di passaggi di consegne che ci ha portati sino ad oggi. Con questa seconda iniziativa di carattere tecnico-rievocativointendiamo proseguire il completamento filologico della collezione dei veicoli da combattimento avuti in dotazione dalla Specialità Carristi. Intendiamo farlo per riappropriarci di una tessera importante della storia militare e industriale del nostro Paese e del nostro Esercito di cui fummo gli instancabili meccanizzatori. Vogliamo infatti che il ricordo, l’orgoglio e il nostro peculiare pensiero restino sempre vivi. Sono sempre state queste le nostre armi migliori!”.

 

Il Fiat 3000 è stato un carro armato leggero in dotazione al Regio Esercito, copia italiana -potenziata e migliorata - del carro armato francese Renault FT. 17. Il mezzo fu fornito nelle due versioni Mod. 21 e Mod. 30, che si differenziavano per l'armamento principale (un cannone da 37 mm per la seconda variante) e migliorie di dettaglio allo scafo.

La progettazione venne avviata dalla Fiat nel 1918 poiché i francesi non cedettero più di 4 FT e, vista la sorprendente adattabilità del carro al territorio italiano, si voleva dotare il Regio Esercito di un carro d'assalto similare. Vennero ordinati 1 400 esemplari da assumere in servizio a partire da maggio 1919 al ritmo di 200 mezzi al mese. Tuttavia, la fine del conflitto comportò la riduzione dell'ordine a soli 100 esemplari, la cui consegna, a causa della difficile situazione interna del paese, slittò al giugno 1920. Il carro entrò in servizio nel 1921 con la denominazione ufficiale di carro d'assalto Fiat 3000 Mod. 21.

Tra il 1927 ed il 1929 l'esercito ritenne di dover affiancare ai carri con le mitragliatrici un’altra versione armata di cannone. La Fiat e l'Arsenale di artiglieria di Torino proposero quindi l'installazione di un cannone Vickers-Terni da 37 mm su uno scafo Fiat 3000 migliorato. Questa nuova versione, entrata in servizio nel 1930 venne appunto conosciuta come carro d'assalto Fiat 3000 Mod. 30. Una parte dei Mod. 30 montavano il cannone da mm 37/40, altri mantenevano le solite mitragliatrici SIA.

Negli anni venti fu pressoché l'unico corazzato su cui poté contare l'esercito. Conobbe un certo successo sul mercato internazionale. Fu infatti venduto ad Albania, Danimarca, Etiopia, Unione sovietica, Lituania, Spagna, Ungheria e Russia.

Definito come "carro d'assalto", nel corso della riconquista della Libia fu sperimentato però con scarso successo date le proibite caratteristiche del territorio desertico. Ebbe un ruolo marginale nei rapporti diplomatici tra Italia e l’impero Etiopico nei primi anni ’30 tanto che con due di questi carri il Negus si salvò da un tentativo di colpo di stato.

Una compagnia di esemplari, oramai del tutto inadeguati alla moderna guerra meccanizzata, combatté vanamente gli Alleati sbarcati in Sicilia nel luglio 1943.

Per riuscire a costruire la replica del Fiat3000, l’A.N.C.I., ancora una volta, radunato le forze migliori in campo ed avviato da tempo la riprogettazione del veicolo. Ora sono pronti a partire con il taglio delle lamiere per poi assemblarle, c’è però bisogno dell’indispensabile sostegno di tutti coloro che condividono la loro passione e il loro entusiasmo. Si può contribuire con una somma «piccola a piacere» alla sottoscrizione pubblica per la raccolta dei fondi necessari a compiere l’impresa. Il vostro contributo può essere indirizzato tramite la piattaforma Paypal, utilizzando il seguente link di indirizzamento rapido: paypal.me/carroarmatoFiat3000.

In entrambi i casi abbiate cura di indicare la seguente causale:
“DONAZIONE PER LA COSTRUZIONE DELLA REPLICA DEL CARRO ARMATO FIAT3000”.
Per ogni ulteriore informazione potete scrivere a: fiat3000@assocarri.it. Preziosi partner dell’A.N.C.I.le associazioni culturali «Cultori della Storia» e«Raggruppamento SPA» che già si impegnarono con successo per la ricostruzione del Fiat2000.


 
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