Si trova ora ad Abu Dhabi il manager italiano del quale ieri era emersa la notizia dell'arresto a Mosca, in Russia. È quanto si apprende da fonti qualificate. Secondo quanto riportato ieri dall’agenzia russa Tass, che citava fonti di polizia, il manager della società energetica italiana ISS International Giovanni Di Massa sarebbe stato arrestato per possesso di droga perché avrebbe avuto con sé un sacchetto di mefedrone.
Media russi: “Manager italiano arrestato era in possesso di droga”
Il top manager della società energetica italiana ISS International, Giovanni di Massa, era in possesso di droga quando è stato arrestato nel centro di Mosca. In particolare l’uomo aveva con sé un sacchetto di mefedrone. Lo riferisce la Tass, che cita fonti della polizia. “Le forze dell’ordine hanno fermato un taxi su cui viaggiava Giovanni di Massa per un controllo”, ha raccontato la fonte, “durante l’ispezione è stato trovato addosso a di Massa un rotolo di droga“.
Secondo la fonte, il manager “era visibilmente nervoso” e gli esperti hanno poi dimostrato che la sostanza in suo possesso era “più di 1gm di mefedrone”. Sulla vicenda è stato aperta un procedimento penale ai sensi dell’articolo 228 del codice penale russo che prevede la reclusione fino a 3 anni.
Chi è Giovanni Di Massa?
Di Massa è un ingegnere nucleare, top manager di una compagnia energetica italiana, Iss International, con sedi a Roma e Milano, attiva nel campo dell'assistenza tecnica nel settore oil and gas, uffici anche in Emirati Arabi Uniti e Qatar, e in Africa (Congo, Algeria, Egitto, Mozambico).
Il presidente della società Iss, Giuseppe Bellantoni dichiara alla Stampa che «l'ingegnere Di Massa è sempre apparso una persona ligia, attenta e gran lavoratore. L'ingegnere stava godendo di un periodo di ferie e, pertanto, non si trovava a Mosca per motivi di lavoro, ma personali».
Lavoro
L'azienda di Di Massa gestisce contratti milionari in Russia. Precedentemente, lo stesso Di Massa si era occupato della costruzione dell'impianto di gas di Amur, assai importante per le strategie di Gazprom.
L'ingegnere aveva base ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti, ma, a quanto risulta, era spesso a Mosca. In passato aveva lavorato per un'altra azienda, la francese Technip, che si è ritirata dal progetto Arctic 2 di Novatek in Russia entro metà 2023, per via delle sanzioni alla Russia.
Il ministro degli Esteri Tajani, nelle ore del tardo pomeriggio di ieri, aveva assicurato «stiamo seguendo attentamente la vicenda, vediamo quel che accade», mentre la Farnesina stava tentando senza interruzione con tutti i canali, politici e di intelligence, di alleggerire la posizione di Di Massa.

