L’auto elettrica è tra i temi più dibattuti degli ultimi anni. I cambiamenti climatici, la diminuzione delle fonti fossili, le criticità dovute a guerre e conflitti – in primis quello russo-ucraino ma non solo – imporrebbero una netta svolta nella gestione dell’energia. E quindi anche della mobilità.
L’utilizzo dell’elettricità per alimentare i mezzi di trasporto potrebbe essere il futuro e c’è chi prevede che sostituiranno interamente i “motori a scoppio”. In attesa di un possibile futuro è importante capire la situazione odierna. Uno degli indici più importanti è quello della rete di ricarica dei mezzi elettrici già esistenti, le cosiddette “colonnine”. Motus-E (l’associazione degli operatori della mobilità elettrica) ha rilevato la situazione di queste “colonnine” al 31 marzo scorso. 22.107 sono le “colonnine” distribuite in 15.262 location diverse per un totale di 41.173 punti di ricarica. Una rete al servizio di 193.619 auto elettriche circolanti. Questi i dati principali riportati oggi nell’edizione online del quotidiano Avvenire.
In un anno i punti di ricarica sono aumentati di quasi il 50%. Ma il 23% delle colonnine installate non è attivo, in attesa di autorizzazioni o di essere allacciato alla rete di distribuzione, e solo il 3% supera i 150 kW di potenza consentendo la ricarica rapida.

