L’omaggio a Silvio Berlusconi è arrivato anche dal mondo del giornalismo. In questi lunghi anni Silvio Berlusconi, prima in veste di editore e poi come esponente politico ha conosciuto molti giornalisti. In questi giorni, dalla scomparsa del Presidente Berlusconi, diversi giornalisti, attraverso interviste, articoli o pubblicazioni sui social, hanno voluto esprimere il proprio affetto.
Nicola Porro giornalista e conduttore su Rete4 della trasmissione di attualità e approfondimento politico “Quarta Repubblica”: “E’ morto un amico, un editore e un grande uomo. La sua morte è un colpo micidiale. È un gigante che viene a mancare, forse uno degli ultimi giganti del Novecento che ha saputo traghettare l’Italia in un mondo completamente diverso”.
Paolo Del Debbio, giornalista e conduttore su Rete4 della trasmissione di attualità politica “Diritto e Rovescio”: “E’ morto Silvio Berlusconi, un amico, un maestro di genio, un grande realizzatore, un uomo dal carisma inarrivabile”.
Mario Giordano giornalista e conduttore su Rete4 della trasmissione di approfondimento politico “Fuori dal Coro”, ricorda così Berlusconi: “A Mediaset rivolgeva una parola a tutti. A quelli più anziani chiedeva dei figli. Metteva al centro ogni individuo, dall’ultimo operaio al Presidente USA”.
Bruno Vespa giornalista Rai e conduttore storico della trasmissione di attualità politica “Porta a Porta”: “Silvio Berlusconi ha portato una ventata di libertà alla democrazia italiana. È quello che ha inventato la democrazia dell'alternanza”.
Il ricordo più commosso è quello del giornalista ed editore del quotidiano “Libero” Vittorio Feltri che in collegamento telefonico al TG1, è scoppiato a piangere: “E’ stato il miglior editore che io abbia mai avuto nella mia vita. Non mi ha scocciato, non mi ha mai chiesto niente, ma mi ha addirittura fatto diventare ricco. E di questo gli sarò sempre grato. Sono commosso per la sua morte perché credo che sia venuto meno anche un amico”.
Giuseppe Brindisi giornalista e conduttore su Rete4 della trasmissione di approfondimento politico “Zona Bianca”: “Posso nutrire solo affetto e riconoscenza per Silvio Berlusconi. Sono nella grande famiglia Mediaset ormai da più di 31 anni e dopo i miei genitori devo ringraziare soprattutto lui per ciò che sono oggi. E fra tutto, il tanto che mi ha dato lo ringrazio soprattutto per la stima”.
Veronica Gentili, giornalista e conduttrice su Rete 4 delle trasmissioni di attualità e approfondimento politico “Stasera Italia” e “Controcorrente”: “Credevamo che Silvio Berlusconi fosse immortale. L’influenza che ha avuto sul nostro Paese è tale, e così tante sono state le sue resurrezioni fisiche e politiche, da averci fatto credere che l’uscita di scena non fosse una possibilità. Con il fidato appellativo di Cavaliere, quanto mai opportuno per chi si accomoda tra le fila, oggi entra ad occupare un ruolo importante nella Storia. La Storia d’Italia, invece, da oggi è destinata a cambiare”.
Annalisa Chirico giornalista e opinionista in diverse trasmissioni Rai, Mediaset e LA7: “Un imprenditore straordinario, un politico visionario, ha inventato il centrodestra e sdoganato la destra oggi al governo. Ha rotto il monopolio di tv pubblica parruccona Ha benedetto la stretta di mano Bush/Putin. Silvio Berlusconi sarà giudicato dalla storia”.
Hoara Borselli giornalista e opinionista in diverse trasmissioni Rai, Mediaset e LA7: “Solo un grandissimo immenso dolore per la morte di Silvio Berlusconi. Con lei Presidente se ne va un pezzo di tutti noi. Lei è stato un pezzo della storia italiana. Buon viaggio Cavaliere. Grazie per averci insegnato il coraggio di saper reagire e rialzarsi sempre”.
Paolo Liguori, giornalista, per molti anni fu Direttore del telegiornale della rete Mediaset di Italia1 “Studio Aperto” e successivamente delle news TgCom24. Liguori esterna il proprio ricordo, così: “Non ho tante parole, l’ho vissuto come un lutto personale. Una persona estremamente generosa, aveva una cura per le persone, anormale nel mondo di oggi. Senza quel tipo di spontaneità e di umanità dimostrata perfino nella malattia, l’Italia oggi è più piccola”.
Emilio Fede giornalista ed ex direttore di “Studio Aperto” e successivamente del “TG4”, era noto a tutti per essere legato da un rapporto di amicizia molto stretto con il Cavaliere. Alla notizia della morte di Berlusconi, Fede rimane sconvolto e incredulo: “Scompare un uomo straordinario, dal punto di vista umano soprattutto. Abbiamo vissuto tanti momenti insieme. Lui mi ha assunto tanti anni fa e poi c’era molto affetto. Ed è sempre stato ricambiato da me negli anni. Non mi va di dire che sia certezza, perché mi rimane quel pizzico dentro che mi fa pensare al miracolo, lui lo merita il miracolo. Con tutte le cose che ha fatto per rendere il Paese più vicino a quello che lui sognava. Eravamo insieme giorno e sera. Ha sofferto e amato tanto. Spero di non dire addio a questo grande amico, ma un arrivederci. La mia amicizia con lui è splendida. Un legame cementato, quello che ho provato io per lui e lui per me, un uomo splendido. La parola fine non mi piace per nessuno. A me distrugge questa cosa perché ho vissuto accanto a lui una vita intera”.
Paolo Brosio, ha iniziato la sua carriera di giornalista, lavorando nel TG4 diretto da Emilio Fede. Brosio, ha ricordato Berlusconi attraverso un video pubblicato sui social: “Appena ho appreso la notizia della morte di Silvio Berlusconi, ho rivisto 40 anni della mia carriera. Mediaset mi ha dato tutto. Il periodo di Mediaset è stato ineguagliabile. Dopo la morte recente di mia Mamma, un pezzo del mio cuore, adesso a pochi mesi di distanza viene a mancare il mio datore di lavoro, che mi ha dato tanto fama e popolarità. Grazie Presidente! Un abbraccio a tutta la famiglia e a Mediaset”.
Come Brosio, anche Tiberio Timperi (attuale conduttore in Rai della trasmissione “Unomattina”), ha iniziato la carriera giornalistica nel TG4 di Fede, e ricorda così il suo ex Editore Berlusconi: “Silvio Berlusconi è stato il mio editore per cinque anni. Pur pensandola diversamente su molte cose, mi ha dato una preziosa opportunità. Aggiungo, che nelle sue reti ho sempre goduto di totale libertà di espressione. E di questo gliene sarò per sempre grato”.
Maurizio Belpietro, ex Vice-direttore del quotidiano “Il Giornale” e attuale direttore del quotidiano “La Verità”, nel suo articolo, ha ricordato Berlusconi come “un uomo che ha cambiato la politica, la televisione, il calcio, la finanza, il linguaggio e perfino le nostre abitudini. Per abbatterlo hanno intentato processi a non finire, poi hanno frugato nelle sue lenzuola. Infine è arrivato il colpettino di Stato di Giorgio Napolitano. Non dimenticava mai nessuno e poteva mettersi a parlare del Milan con l’autista. Quando morì sua mamma, lo vidi sistemare le sedie per le esequie”. Come Belpietro, un altro direttore di quotidiano ricorda Silvio Berlusconi. E’ il caso di Alessandro Sallusti (attuale direttore di “Libero”) che definisce Berlusconi: “un uomo visionario e carismatico, protagonista nel mondo dell’imprenditoria e del calcio, e in politica è stato uno statista, osteggiato e perseguitato dai nemici che hanno usato tutte le armi per abbatterlo”.
Quando Berlusconi decise di sfidare l’informazione Rai, inaugurando su Mediaset la stagione dei TG, affidò al giornalista Enrico Mentana (attuale direttore del TG di LA7), la direzione del TG5: “Com’era? Chi era davvero? Me lo chiedono in tanti in queste ore, ed è inevitabile e comprensibile, visto che la mia biografia si è intrecciata a quella di Silvio Berlusconi come grande imprenditore televisivo, in anni decisi della nostra storia recente. E del resto se n’è andato, comunque la pensiate, un protagonista indiscusso, di cui si continuerà a parlare a lungo. Non sarei onesto se intanto non ricordassi, senza nascondere affetto e gratitudine, che fu lui a chiamarmi (esattamente 32 anni fa) per costruire dal nulla, in piena libertà, un telegiornale competitivo con quelli della Rai, con la possibilità di scegliermi l’intera redazione, con totale autonomia sui contenuti. Lo pensava in grande, e fu lui a volere che da subito andasse a fare concorrenza diretta in contrapposizione oraria con due tg allora leader, il tg2 alle 13 e il tg1 alle 20, contro ogni cautela dei suoi collaboratori. E con quale ricetta? Deve fare un tg che possa piacere a tutti, giovani e anziani, uomini e donne, del nord e del sud, di sinistra e di destra. Nacque così il tg5. Certo, poi due anni dopo quell’uomo entrò in politica, e forse avrebbe voluto un appoggio, una maggiore benevolenza, che altri gli diedero. Ma è un fatto che quella indipendenza, per me e per i tanti giornalisti che hanno condiviso quell’avventura professionale, fu garantita per altri dieci anni dopo la sua discesa in campo. Ed è doveroso ricordare e riconoscere tutto questo, prima di mettere ordine alle grandi luci e ombre di un vita, nell’ora dell’addio a Silvio Berlusconi”.
Cristina Parodi ex giornalista del TG5: “Non ho delle belle foto con Silvio Berlusconi nonostante tutti gli anni passati al TG5, ma ho dei bellissimi ricordi delle poche volte che l’ho incontrato. E’ stato un uomo unico e speciale, ha vissuto molte vite, tutte costellate di grandi successi e qualche amara delusione. Ma indubbiamente bisogna riconoscergli di aver cambiato l’Italia attraverso il modo di fare politica e televisione. Lo ricordo come una persona dotata di un’energia e un’empatia straordinaria verso gli altri. Quella che nel 1992 ci trasmise per iniziare un nuovo telegiornale, il TG5, di cui orgogliosamente ho fatto parte e che ha rivoluzionato il modo di fare informazione”.

