Il pallone non rotola più: a Pietraferrazzana vietato giocare a calcio

Ordinanza shock del primo cittadino

pubblicato il 13/05/2014 in Attualità da Antonino Dolce
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Antonino Dolce

Niente più calci a un pallone. Le immagini di tempi andati di bambini festanti che giocano con la palla in piazza vengono definitivamente chiuse nei cassetti degli archivi di Pietraferrazzana, piccolo comune della provincia di Chieti. È tutto frutto dell’ordinanza 1/2004, pubblicata ieri in albo pretorio, firmata dal sindaco Pierino Liberatore che vieta di giocare in piazze e strade del paese.

Sicurezza fortemente a rischio nel piccolo comune di appena 130 anime del Sangritano: è scritto nero su bianco sul documento del municipio. La tranquillità del caratteristico borgo è «minata da parte di ragazzi – vi si legge – che con il gioco del pallone stanno arrecando danni a cose pubbliche e molestia alle persone che sostano o transitano in suddette zone»; un provvedimento clamoroso, necessario per la «difesa della sicurezza urbana».

Se le orecchie dei residenti e la quiete del borgo per ora sono salvi, diventa davvero difficile svolgere l’attività sportiva. Per tirare i classici calci al pallone a Pietraferrazzana trovare un luogo adatto è cosa assai ardua. Il campo da calcetto della zona «sotto a la preta» – così chiamato in paese la celebre roccia, visibile da lontano, che ha dato il nome al borgo – è chiuso per caduta massi da qualche mese. Insomma, in tempi di misure contro lo spopolamento, Pietraferrazzana va controcorrente, vietando il gioco del calcio ai pochi bambini rimasti. A meno che quest’ultimi non vogliano incorrere in una sanzione che va dai 50 ai 500 euro.

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