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Coordinamento No Hub del Gas, “dopo disastro Emilia Romagna, fermare rigassificatori e gasdotti”

“Tragicamente evidenti” per il Coordinamento “le drammatiche conseguenze della crisi climatica in atto”

redazione
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"Le drammatiche conseguenze della crisi climatica in atto sono ormai tragicamente evidenti ma nessuno tra ministri e gran parte della classe politica ne trae le dovute conseguenze, ossia che bisogna smetterla con nuove opere fossili come i rigassificatori di Piombino e Ravenna e il nuovo enorme gasdotto della Linea Adriatica tra Sulmona e Minerbio in Emilia Romagna". 

Lo scrive, in una nota, che parte dell'Abruzzo, il Coordinamento No Hub del Gas, che afferma: "Intervistato dalla giornalista Annunziata il ministro Pichetto ha dichiarato, circa la crisi climatica: 'La situazione è in enorme cambiamento e lo abbiamo sotto mano', con 'l'impegno da parte nostra a ridurre le emissioni, anche se il peso dell'Italia è meno dell'1% dobbiamo fare la nostra parte'. Ci chiediamo se sia lo stesso ministro che promuove queste e altre nuove opere fossili e addirittura propugna il sogno di trasformare l'Italia in un 'hub del gas' dell'Europa per i prossimi decenni nonostante il tracollo dei consumi in atto! Nel frattempo centinaia di progetti di rinnovabili sono fermi al ministero che presiede". 

Affermazioni, viene ancora evidenziato che "la dicono lunga sul senso di responsabilità di questa classe dirigente che meno di un mese fa festeggiava in pompa magna l'entrata in funzione del rigassificatore di Piombino e sei mesi fa, con in testa proprio il presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini, approvava il rigassificatore di Ravenna. 

Queste opere dovrebbero essere fermate immediatamente perché sono contro tutte le indicazioni degli scienziati del clima. Il nostro pensiero va alle popolazioni colpite dalla crisi climatica e ai nostri amici romagnoli della Campagna Per il Clima Fuori dal Fossile che stanno vivendo l'incubo dell'alluvione dopo aver manifestato contro le opere fossili proprio a Ravenna lo scorso 6 maggio. E' sconcertante che davanti a questo ennesimo dramma, che segue in meno di un anno quelli della Marmolada, di Ischia e delle Marche, non vi sia un immediato e concreto ravvedimento". (Ser/Adnkronos)

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