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Prefetto Romano: “il sistema di gestione dei rifiuti non funziona”

Il prossimo prefetto di Agrigento ha tracciato un bilancio dei suoi tre anni da commissario per la Terra dei Fuochi

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Dimezzamento dei roghi di rifiuti, netto aumento delle aziende sequestrate e delle persone denunciate, incremento più che esponenziale delle sanzioni amministrative. È questo in sintesi il bilancio di tre anni da commissario per la “Terra dei Fuochi” del prefetto Filippo Romano. Bilancio tracciato in un’intervista ad Avvenire a conclusione del suo mandato, conclusosi per il trasferimento ad Agrigento nel ruolo di prefetto. 

«Il problema non sono più i fuochi. Non è più neanche Gomorra, il grande mafioso che scava i buchi per metterci i fusti inquinanti. Abbiamo un sistema di gestione dei rifiuti che non funziona – la riflessione di Romano al giornalista Toni Mira - e se non lo facciamo funzionare è anche inutile parlare di bonifiche. Se abbiamo una casa allagata la prima cosa da fare è chiudere il rubinetto centrale, altrimenti è inutile cominciare a togliere l’acqua».

«C’è un problema nel ciclo dei rifiuti» sottolinea Romano riferendosi, per esempio, allo smaltimento degli elettrodomestici: « Il 50%, i metalli, si recupera con grande vantaggio economico, un altro 30% si recupera senza grande vantaggio ma lo si deve fare per non inquinare, il restante 20% è la frazione irrecuperabile che dovrebbe “nutrire” i termovalorizzatori o le discariche che sono l’ultima ratio dei rifiuti. Invece li troviamo abbandonati dopo che è stato recuperato solo quel 50%, del tutto illecitamente». «Nella generale illegalità qualcuno trova più comodo buttare – prosegue l’ormai quasi ex commissario - questo vale per tutti i reati e nasce quando il comportamento illecito è più conveniente e più facile del comportamento lecito. Più rendiamo difficili le cose, se non stiamo attenti a rendere difficile l’illegalità, più questa diventa conveniente. E c’è chi ci guadagna». 

 

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