In queste ore nuovo clamore mediatico intorno alla figura di Giuseppe Salvatore Riina, figlio terzogenito del defunto boss Totò Riina. Per la prima volta dopo la morte del capomafia e aver fatto da padrino ad una cresima Salvo Riina è tornato a Corleone.
La notizia è stata pubblicata questa mattina da Salvo Palazzolo su Repubblica e, in poche ore, è diventata virale. Rilanciata da molte altre testate. Secondo la ricostruzione di Palazzolo Riina è tornato in paese e ha chiesto anche il cambio di residenza anagrafica. Condannato in passato ad 8 anni per associazione mafiosa, trasferito dalla giustizia da Padova a Vasto dopo che erano state accertate alcune sue frequentazioni con spacciatori padovani, Riina jr è stato già in passato al centro del clamore mediatico. In occasione di alcune intercettazioni in cui si esprimeva contro le commemorazioni di Giovanni Falcone a Capaci, del libro «Riina family» e dell’ospitata a Porta a Porta e del suo soggiorno abruzzese. Giunto nella Casa Lavoro di Vasto dopo alcuni mesi iniziò a frequentare una fattoria a Casalbordino. In quel periodo ampia pubblicità sui social ha portato avanti al suo libro e si presentava come promotore di attività solidali. Fino alla fine del 2019.
Ora, dopo alcuni anni, ricompare nella città natale della sua famiglia. Palazzolo racconta su Repubblica che Salvo Riina dopo averlo visto gli ha detto che con lui non parla perché si «è comportato sempre male con noi». Articolo in cui nel titolo Salvo Riina è stato definito «l’erede che sa tutto dei segreti del padre».
Rilanciando la notizia Antimafia2000 titola «il curioso ritorno di Salvo Riina a Corleone». «Nel 2017, quando morì il padre, la procura di Palermo scrisse che aveva ancora una “persistente pericolosità sociale” – sottolinea la testata giornalistica - nel 2019, Salvo Riina è tornato del tutto libero, senza alcun obbligo ma solo ora ha deciso di tornare a Corleone» per «rimanerci, tanto da aver chiesto il cambio di residenza all’anagrafe» concludendo che «non è di certo un reato, ma è quanto meno curioso».

