Alta tensione in questi ultimi giorni tra Renzi e Calenda, tra esponenti di Azione e di Italia Viva. E il Terzo Polo, il partito unico centrista appare a rischio con una possibile rottura all’orizzonte.
Le tensioni tra i due partiti e i loro leader, secondo alcune ricostruzioni, sono iniziate con l’annuncio della direzione editoriale de Il Riformista affidata a Matteo Renzi. Questa la ricostruzione di tweet e attacchi incrociati pubblicati dall’agenzia di stampa Adn Kronos.
«C'è il rischio di un conflitto di interessi» il commento di Calenda sull’approdo di Renzi alla guida di Il Riformista. Parole rilanciate da Richetti «Uno deve decidere se nella vita fa politica o informazione. Quando mi telefona Renzi mi parla del partito o mi intervista per il Riformista?». Segue quella che esponenti di Italia Viva definiscono "uscita scomposta" dalle parti di Azione che metterebbe a rischio la nascita del partito unico e la reazione dei renziani dopo giorni di silenzio: «basta, sono 10 giorni che ci menano», sbotta un parlamentare Iv. Ivan Scalfarotto: «Leggiamo che Richetti ha dubbi sulle scelte di Renzi. Prima gli chiedono il passo indietro, poi non sono convinti. Fortunatamente con il 10 giugno parte il congresso del partito unico e tutti i dubbi saranno sciolti nel fisiologico gioco democratico».
Una nota ufficiale di Italia Viva a replicare alle accuse di 'tatticismo': «Non c'è nessun tatticismo di Italia Viva. Abbiamo deciso di fare un congresso democratico in cui ci si confronti a viso aperto e non con le veline anonime'', si legge nella nota in cui si conferma la volontà di andare avanti nel partito unico. "Noi siamo pronti al congresso che Calenda ha chiesto di fare. E ci mettiamo nome e cognome. C'è qualcuno che cambia idea una volta al giorno, ma quel qualcuno non siamo noi. Quanto a Renzi: gli è stato chiesto di fare un passo indietro, lo ha fatto».
«Stiamo aspettando che Calenda convochi il tavolo di lavoro delle regole, stiamo aspettando che Calenda convochi il comitato politico, stiamo aspettando che Calenda spieghi come candidarsi al congresso – ha dichiarato Davide Faraone - i tatticismi sono tutti di Calenda, non di Renzi. Meno male che dal 10 giugno si vota in modo democratico».
Luciano Nobili: «Il problema non è se si scioglie Italia Viva, l'impressione è che si stia sciogliendo Azione per le proprie divisioni interne – attacca Luciano Nobili - meno male che arriva il 10 giugno e parte il congresso». «Facciamo il congresso e in quella sede discutiamo di tutto – ha dichiarato Teresa Bellanova - nei partiti democratici si fa così. Chi ha paura della democrazia?».
«Leggo polemiche dentro il Terzo Polo. Mi dispiace. Abbiamo scelto di fare un partito unico e abbiamo già definito le date. Noi non cambiamo idea e lavoriamo in questa direzione #10Giugno» si aggiunge al coro renziano Maria Elena Boschi.
«Se siamo alla rottura? Diciamo che Calenda sta facendo tutto da solo – hanno dichiarato fonti di Italia Viva di primo piano all'Adnkronos - i renziani, insomma, respingono al mittente non solo le accuse di non voler fare sul serio ma addossano al leader di Azione la volontà della rottura».
«Per quanto concerne @Azione_it la prospettiva di un partito dei liberal-democratici aperto e inclusivo resta l’unica utile al paese. Va perseguita seriamente e rapidamente con i soggetti realmente interessati. Polemiche da cortile non ci interessano e non vi prenderemo parte» ha scritto ieri sera su twitter Calenda che poi ha affermato a DiMartedì su La7 che «c'è un punto fondamentale: abbiamo promesso un partito unico e Renzi su questo non sta rispondendo. Questo non va bene». Sempre ieri sera è intervenuto anche lo stesso Renzi. «Non c'è nessun cambio di linea da parte nostra, anzi. Abbiamo accettato di tutto, il passo indietro mio, prima il partito unico, la polemica sui simboli. Non so cosa altro poter accettare, persino che il tesseramento valesse anche per il tesseramento unico – attacca il leader di IV - è inspiegabile, non c'è alcun motivo politico per rompere il progetto del Terzo Polo. Qualcuno dice che la rottura che viene paventata da Azione nasce per esigenze legate ai soldi, al Riformista, allo scioglimento dei partiti di origine. Si tratta di alibi e di finte motivazioni».
«Sui soldi: dall'inizio dell'unione Italia Viva-Azione abbiamo dato circa 1 milione e mezzo di euro, la maggior parte per promuovere il volto e il nome di Calenda, ci sono le fatture - prosegue Renzi - è evidente che se facciamo il partito unico si scioglie Italia viva e si scioglie Azione. Ma lo scioglimento anticipato non si è mai visto nella storia, prima si fa il partito unico».
«Da parte mia non farò nemmeno mezza polemica nei confronti di Calenda, non ho elementi di frizione personale con nessuno. Questo atteggiamento fa male ai sogni e ai desideri di chi vorrebbe fare politica, ma non mi faccio trascinare nelle beghe politiche. È folle mandare a monte tutto, se Calenda dirà di no si assumerà le responsabilità . Nessuno faccia o alimenti polemiche, se vogliono le facciano loro, noi no – conclude Matteo Renzi - sul Riformista voglio essere molto chiaro. Nella telefonata che ha preceduto la mia conferenza stampa Carlo era entusiasta e mi ha spiegato che bisognava fare il giornale del Terzo polo. Io gli ho spiegato di no, non aveva senso».
L'ultima controreplica di ieri è arrivata da Azione: «Questa è la proposta mandata a Renzi per la costituzione del partito unico settimane fa e da lui respinta. Non prevede alcuno scioglimento preventivo di Italia Viva e Azione, anzi si parla del 2025. E sono presenti tutte le garanzie di democraticità . Aspettiamo risposte di merito».

