Il populismo delle canonizzazioni

Dopo l'età dei Re taumaturghi sembra essere arrivata l'età dei Papi taumaturghi. Corsi e ricorsi di comunicazioni e distrazioni di massa.

pubblicato il 26/04/2014 in Attualità da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Girano le immagini di un giorno che qualcuno vorrebbe consegnare alla storia di tutti. Gira un giradischi di propaganda, di tecniche sopraffine di mercato. Girano i denari, lo stesso oro che circondava le reliquie, le indulgenze e gli unguenti miracolosi. Icone di uno Stato patinato fondato sul rispetto dei dogmi, sul disprezzo dei diritti, sull'esaltazione delle diseguaglianze e sulla  santificazione dei razzismi. La taumaturgia dei Merovingi analfabeti trasposta alla taumaturgia dei Papi dotti circondati da fedeli in perenne digiuno di giudizio critico. Pensieri deboli in sarcofagi lordi di retorica e superfluo, templi e mercanti che celebrano eventi fantastici ed allo stesso tempo ingannevoli come un gioco di prestigio. Il trucco c'è e l'illusione è celata dalla mano che attira l'attenzione dello spettatore. Abili come sempre gli illusionisti, ingenui ed ingannati gli attoniti spettatori. Corsi e ricorsi di comunicazioni e distrazioni di massa, corsi e ricorsi dell'oblio di secoli e di uomini sacrificati per gli onori fatui degli altari. La vera tristezza è vedere la stanca processione di quelli che si ergono a paladini della laicità delle istituzioni che offrono anima e verginità all'evento mediatico. Istinto di conservazione della politica più debole o desiderio ed invidia atavica di ogni politico debole, avere elettori trasformati in fedeli devoti ed ubbidienti. Nulla è laico, tutto è vestito di ipocrisia e remunerata accondiscendenza e nella domenica delle canonizzazioni non è neanche necessaria la quotidiana dissimulazione.

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