Lo scorso 7 dicembre 2022 la Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento sulla genitorialità transfrontaliera, sulla quale il Consiglio UE si dovrà esprimere, dopo il parere non vincolante del Parlamento Europeo.
Se una persona è genitore in uno Stato dell’UE, deve esserlo anche in tutti gli altri, a prescindere dal tipo di famiglia, e a prescindere da come il figlio è nato o da come è stato concepito. La Commissione Europea propone un regolamento, cioè una legge direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, volta ad armonizzare a livello comunitario le norme di diritto internazionale privato relative alla genitorialità. Uno degli aspetti chiave è che la genitorialità stabilita in uno Stato membro dell’Ue dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli altri Stati membri, senza alcuna procedura speciale. La proposta di regolamento, se approvata, consentirà ai minori in situazioni transfrontaliere di beneficiare dei diritti derivanti dalla genitorialità in base al diritto nazionale, in questioni come la successione, il mantenimento, l’affidamento o il diritto dei genitori di agire in qualità di rappresentanti legali del minore (per questioni scolastiche o sanitarie).
La proposta ideologica della Commissione Europea a favore della genitorialità transfrontaliera, ha incontrato, fin dall’inizio dell’iter, una ferma e decisa opposizione della Lega.
Simona Baldassarre, europarlamentare e responsabile del dipartimento famiglia della Lega, è intervenuta più volte, sia nel Parlamento Europeo, sia attraverso comunicati stampa, manifestando le sue preoccupazioni per una proposta che vorrebbe semplicemente distruggere la famiglia naturale, e ignora, volutamente, la competenza esclusiva degli Stati membri in materia di diritto di famiglia.
In un’intervista al quotidiano “La Verità” del 28/02/2023, Simona Baldassarre, esplicita le ragioni per cui la proposta rappresenti uno scempio, e pertanto ribadisce l’esigenza di osteggiarla: <<Tale proposta con la scusa della libertà di circolazione dei minori in Europa con i propri genitori, cerca in realtà di imporre utero in affitto e omogenitorialità in tutta l’UE, prevedendo quanto disse il Presidente Ursula von der Leyen nel 2020, “chi è genitore in un Paese è genitori in tutti i Paesi”. Parole buoniste, che minano principi sacrosanti come sussidiarietà e proporzionalità. Da europarlamentare, sto denunciando tale mostruosità giuridica da tempo; ho anche presentato una interrogazione alla Commissione Europea. Chiunque si opponga all'’utero in affitto oggi viene bollato come un reazionario. È necessario, invece, mantenere alta l’attenzione e rivendicare come la richiesta di rispettare la dignità di ogni uomo, donna e bambino e le libere scelte democratiche dei popoli non siano proposte partigiane, ma un basilare principio repubblicano, rispetto al quale dovrebbero mobilitarsi tutti i cittadini. Continueremo a combattere con tutti gli strumenti a nostra disposizione, la pratica della maternità surrogata, per bandire una volta per tutte la schiavitù del terzo millennio>>.

