E’ stato rinchiuso in carcere il diciannovenne lucchese incastrato venerdì scorso dagli agenti della Polizia Postale del capoluogo, con l’accusa di detenere e divulgare materiale pedopornografico rintracciato in una abitazione di Viareggio.
L’attività d’indagine è scaturita in seguito alla presentazione di alcune denunce sporte alla polizia postale da genitori che avevano riscontrato sui profili Facebook dei figli tredicenni alcuni messaggi di natura esplicitamente sessuale, nei quali un adulto chiedeva ai ragazzini di inviargli fotografie delle loro parti intime. Da alcuni messaggi era possibile intuire che i contatti erano presto sfociati nel rapporto fisico.
Alcuni mesi fa gli inquirenti avevano quindi effettuato una perquisizione a casa del diciannovenne ritenuto responsabile e gli avevano sequestrato un computer e uno smartphone, telefono di ultima generazione utilizzato dal pedofilo per contattare on-line le sue giovanissime vittime, tutti maschi in età preadolescenziale e per archiviare le fotografie che gli estorceva con la minaccia.
Ed è stato proprio in questo frangente che sono emerse circostanze raccapriccianti e gravissime che hanno aggravato la posizione del diciannovenne, e poi indotto la Procura ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico.
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