Nasce l'hashtag '#boicotta chi boicotta l'agnello' contro la proposta della Brambilla

«Un intero comparto a rischio per una proposta di legge dettata da isterismi mediatici»

pubblicato il 15/04/2014 in Attualità da a cura della redazione
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La proposta di divieto di macellazione degli agnelli con un'età inferiore ai sei mesi dell'onorevole Brambilla sta sollevando un mare di proteste provenienti dal comparto dell'allevamento. 

Ecco che, quindi, in epoca di social network e condivisioni nasce #boicottachiboicottalagnello. L'idea è della sarda Giuseppina Sias, figlia di un pastore, che ha studiato grazie alla pastorizia che invita a postare con tale stringa le foto del tradizionale pranzo pasquale a base di agnello.

Spiega: «La proposta di legge dell’onorevole Brambilla, per vietare la macellazione degli agnelli con un’età inferiore ai sei mesi, più che un obiettivo per la tutela della vita animale, sembra piuttosto un agguato al sistema economico agropastorale che si trova già in grossa difficoltà. La settimana prima di Pasqua, una proposta del genere equivale al tentativo di affossare un intero comparto produttivo, che, al contrario, cerca di emergere e distinguersi grazie alla qualità dei prodotti, alla certificazione della filiera come UE comanda e al rispetto di tutte le norme di benessere animale. Le difficoltà oggettive, date dalla concorrenza estera, dall’epidemia della lingua blu che ha decimato le greggi e quindi abbassato il numero di agnelli, si sommano ora alla propaganda degli animalisti (o presunti tali) che celebrano in questi giorni il processo contro allevatori e macellatori colpevoli dell’uccisione di milioni di agnelli da mangiare il giorno di Pasqua».

Insomma, non ci sta l’intero comparto agricolo sardo, ma non solo (nei giorni scorsi si è registrato anche l'intervento di un pastore dell'Abruzzo). Non ci stanno gli allevatori, e non ci sta la tradizione che celebra il giorno di Pasqua con l’agnello. E se il web è il luogo dove ora avvengono le più grandi battaglie ideologiche, è sulla piattaforma della rete che parte l’idea di Giuseppina.

«Sarà la dimostrazione - conclude Giuseppina - che il lavoro di migliaia di allevatori non può essere cancellato da una proposta di legge dettata da isterismi mediatici programmati. Massimo rispetto per le scelte di tutti i consumatori (carnivori, vegani, vegetariani...) ma massimo rispetto anche per la dignità delle aziende agropastorali».

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