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In Abruzzo al via il tavolo regionale Automotive per tutelare l'indotto

L'Abruzzo si mobilità per tutelare il più grande stabilimento d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri

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Si è riunito questa mattina per la prima volta il Tavolo Regionale dell’Automotive della Regione Abruzzo, che ha l’obiettivo di mantenere sempre alta l’attenzione su un settore strategico per l’economia regionale e del sud Italia come quello della Val di Sangro.

Proprio nella Val di Sangro è presente lo stabilimento Sevel, che fa capo alla multinazionale Stellantis, con un indotto di centinaia di aziende e migliaia di lavoratori impegnati da anni nella produzione a supporto di questa fabbrica.

Si tratta del più grande stabilimento europeo di veicoli commerciali leggeri d’Europa, nel quale vengono prodotti furgoni targati Fiat e Citroen, coprendo un’area di 1 milione e 200 mila metri quadri di cui 344.000 coperti.

Per la tutela di questo straordinario indotto è stato convocato il tavolo a cui hanno preso parte l’assessore allo sviluppo economico, Daniele D’Amario, il Polo Innovazione, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, i vertici di Arap, Sangritana, Confindustria regionale e Confindustria Chieti-Pescara, i sindaci di Atessa e San Salvo.

“Questo è un tavolo di programmazione e non un tavolo di crisi" con questa premessa ha aperto il tavolo l’assessore D’Amario.

"Dobbiamo avere davanti – ha continuato l'assessore – un quadro completo dei problemi, trovare le soluzioni ma soprattutto condividere le politiche di sviluppo.”

“Avere contezza che si apre per l'Abruzzo una fase importante della propria economia – ha proseguito - ed è per questo che nel settore industriale più importate della regione dobbiamo essere capaci di assicurare la competitività del sistema produttivo verso le nuove sfide della transizione ecologica e delle nuove frontiere della propulsione elettrica".

La transizione verso l’ecologico è un passaggio particolarmente delicato per l’economia dell’Automotive ma non solo, per l’intera economia del nostro paese.

"Ci vuole quella stabilità necessaria che garantisca da un lato il giusto apporto a politiche di investimento e dall'altro la tenuta degli impianti produttivi.

“In tutto questo – ha ribadito l'assessore ai componenti del tavolo regionale – centrale deve rimanere il problema della tenuta occupazionale, componente dalla quale non è possibile discostarsi proprio per evitare pericolose cadute di competitività, ma soprattutto per mantenere quell'equilibrio sociale indispensabile per garantire il giusto terreno allo sviluppo e al progresso.”

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