Il dibattito politico entra nel vivo e in vista delle elezioni del 25 settembre i partiti italiani si dividono su proposte e temi. Uno tra i più i caldi è quello del gioco.
Dopo ambiente e lavoro, energia e occupazione ecco che nei dibattiti politici entra in scena un nuovo argomento. Stiamo parlando del gioco pubblico, un comparto di grande importanza all’interno dell’economia ma anche della società italiana.
La premessa doverosa a qualsiasi ragionamento sul gambling è quella relativa all’indotto, al giro d’affari e all’impatto occupazionale di questo settore. La filiera dei casino online AAMS, che partecipano al circuito ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, genera infatti introiti per milioni di euro per le casse dell’erario statale oltre a dare lavoro a migliaia di dipendenti (tra elettricisti, addetti alle vendite, operatori, tecnici informatici, grafici e matematici).
Eppure tutto questo sembra non valere per la politica italiana. Lo dimostra, ad esempio, l’ultimo video proposto dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che parla del gioco come una delle devianze giovanili da contrastare. Il partito, infatti, già dal 2017 si era detto contrario alla crescita di questa industria, confermando di volersi battere “contro un Governo che fa cassa sulla pelle dei disperati e che ha addirittura osteggiato quanto di buono è stato fatto dagli Enti locali”.
A lanciarsi contro il gambling è anche il Movimento 5 Stelle. Sul suo profilo Facebook, infatti, il Deputato grillino Davide Zanichelli ha dichiarato: “Il limite al gioco d’azzardo è un caposaldo del MoVimento 5 Stelle. Per questo abbiamo inserito il divieto della pubblicità del gioco d’azzardo, una proposta di Francesco Silvestri inserita nel Decreto Dignità già nel 2018”. Il deputato sottolinea infatti come tra le scelte politiche del Movimento ci siano state l’aumento delle tasse e l’imposizione del limite orario per le macchinette di gioco.
Quello che non emerge, dal dibattito politico, è che a ad essere impegnate nel contrasto al gioco patologico e alle dipendenze siano in primo luogo le aziende del settore stesso. L’ADM, le associazioni di categoria, i brand hanno infatti come faro del loro programma la creazione di spazi, ambienti e piattaforme di gioco sempre più trasparenti e responsabili, capaci di creare grandi introiti economici, ovviamente, ma soprattutto in grado di tutelare il cliente. Perché per essere virtuoso e positivo, un settore, non può che partire dalla protezione e dalla valorizzazione dell’utente. Un aspetto che anche la politica dovrebbe tenere a mente.
