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Aumentare il potere d’acquisto dei cittadini, ricetta per risanare l’economia ed eliminare la disoccupazione

L’economista Arturo Di Mascio: "bisogna riempire le tasche dei cittadini, e questo si può fare in diversi modi"

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Dr. Di Mascio lei afferma che aumentando il potere d’acquisto dei cittadini si risana l’economia. Ma qual è la sua formula magica?

Non esiste nessuna formula magica, qua si sta parlando di logica. Se la gente fa acquisti di beni e servizi, e quindi aumenta la richiesta, dall’altra parte ci deve essere l’offerta.

E secondo lei, come si fa per invogliare la gente a spendere se non ci sono soldi nelle tasche?

Appunto, bisogna riempire le tasche dei cittadini, e questo si può fare in diversi modi. Per esempio partendo dal rendere più pesanti le buste paga dei lavoratori dipendenti.

 Ci dica lei come pensa che si possa fare per aumentare la busta paga?

I lavoratori dipendenti, hanno la trattenuta delle tasse direttamente alla fonte, da parte del datore di lavoro in qualità di sostituto di imposta. Quindi è possibile intervenire per ottenere alcuni sgravi fiscali sull’IRPEF, le aliquote sono troppo alte, partono dal 23% al 43%. Si potrebbero portare tutte al 15% fino ad almeno 50000 euro annui.

Ma non basta solo questo, secondo lei vero?

No, infatti ci sono altri punti importanti su cui bisogna intervenire, e cioè sui beni e servizi di prima necessità. Quindi partiamo da quelli alimentari:

  1. azzeramento dell’Iva su tutti i Prodotti alimentari, compreso carne, pesce,  e le bevande analcoliche;
  2. azzeramento dell’iva su pannolini, assorbenti, siringhe, ovatta, detergenti per la casa e per la persona, e farmaci;
  3. eliminazione delle imposte sulle utenze di luce e gas per uso familiare con riduzione dei costi kilowattora e megawattora, inserendo il sistema delle eccedenze sul consumo medio dei componenti della famiglia da cui poi scatterebbe un prezzo aumentato a scaglioni;
  4. e poi sull’acqua.

Ah l’acqua, che sta diventando un problema serio. Cosa propone per l’acqua?

Il governo Draghi ha iniziato a fare qualcosa di importante sull’acqua, ma io andrei oltre i bonus. Il governo ha introdotto Il bonus acqua 2022 che garantisce la fornitura gratuita di 18,25 metri cubi di acqua su base annua (pari a 50 litri/abitante/giorno) per ogni componente della famiglia. Ad esempio, garantirà ad una famiglia di 4 persone di non dover pagare 73 metri cubi di acqua per 12 mesi.

Questo è molto apprezzabile, ma prima di tutto non deve essere un bonus ma una legge permanente.

Ha una proposta anche per i costi scolastici e comunque per la cultura, che comunque pesano sulle famiglie?

Mi invita a nozze, certamente si. Taglio totale dell’iva sui libri per uso non professionale, oggi oscillante da 4 al 10 %, cosi come per la carta destinata a stampa di libri e quaderni, sui biglietti del cinema e teatro, su tutti i prodotti di cartoleria destinati a uso scolastico.

Ma tutto questo non può destabilizzare i conti dello stato?

Assolutamente no, il meccanismo può creare una piccola sofferenza iniziale ma poi la macchina parte e non si ferma più. Comunque si possono ritoccare in rialzo alcuni beni di lusso che non sono alla portata della gente comune e la sofferenza iniziale diminuisce, senza inserire stupide patrimoniali.

Insomma a conti fatti davvero poi ci sono più soldi da spendere e quindi qual è il meccanismo che scatta dopo?

Le ho detto è molto semplice. La gente spende e quindi c’è “RICHIESTA” che ha bisogno di “OFFERTA” e quindi maggior “PRODUZIONE” che vuol dire maggior “OCCUPAZIONE”, che vuol dire stabilità economica, matrimoni, figli, case, mobili, etc. etc. e la ruota non si ferma più. Nessuna magia solo un po’ di intelligenza e voler fare il bene dei cittadini.

 

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