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Milano e Torino le città italiane ‘a misura di persona’

Milano e Torino, insieme a Bologna, sono le città italiane che investono maggiormente sulla transizione digitale ed ecologica e l’inclusione sociale

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Secondo i dati dell’EY Human Smart City Index 2022, la ricerca annuale che identifica l’attitudine delle città a evolversi, sono Milano e Torino, insieme a Bologna, i centri urbani che, più di altri, vestono i panni di città a ‘misura di persona’.

L’indagine scopre i punti essenziali dell’evoluzione, sfruttando tutta una serie di indicatori che analizzano i comportamenti ecologici, le competenze digitali raggiunte dai cittadini, e l’inclusione sociale.

Grazie ai dettagli che emergono dallo studio, è più facile intuire come saranno le città del futuro.

In testa alla classifica, Milano e Torino promettono di essere le realtà italiane più inclusive, ecologiche e con una forte propensione digitale. Un risultato che dipende essenzialmente dalla mole d’investimenti e dalle iniziative portate avanti dalle amministrazioni locali, intrecciate ai comportamenti positivi e sostenibili tenuti dai cittadini.

Milano e Torino,  caratterizzate da un rapporto non sempre idilliaco, più vicine grazie all’Alta Velocità

Distanti sulla carta poco più di 140 km, ma molto di più in termini caratteriali, di tradizione e business, i due capoluoghi emergono come le due città italiane più attrattive e competitive

Negli ultimi anni ad avvicinarle ha contribuito l’Alta Velocità, grazie alla tratta Milano Torino, che si può percorrere in circa 60 minuti di viaggio, a un prezzo decisamente interessante soprattutto se i viaggiatori scelgono di confrontare le tariffe, scoprire le promozioni, acquistare il biglietto online con largo anticipo il tutto, ad esempio, fruendo del sito web ufficiale di Italotreno.

Milano e Torino riprogettano le città

Se negli anni Torino e Milano non si sono mai molto amate, perché profondamente diverse, oggi sembrano condividere un percorso di sviluppo davvero molto simile.

 Torino, dal carattere riservato, e dalla cortesia spinta, ha da sempre un gran senso del dovere. Milano, che nell’immaginario collettivo è la città dove trionfano affari e commercio, è una città estroversa, e simbolo indiscusso della moda italiana. La profonda diversità che le accomuna da sempre, nel Terzo Millennio sembra azzerarsi in forza di obiettivi analoghi, quali l’idea di riprogettare le città per renderle più vivibili.

L’EY Human Smart City Index dimostra quali città italiane sono vicine a un modello di punta qual è "human smart city".

A Torino e Milano, come sottolinea l’indagine, l'ecosistema urbano è in piena evoluzione, ma sono ancora decisamente ampi i margini di miglioramento. Torino e Milano a parte, è notevole la differenza fra le città e i centri del nord, rispetto a quelli del sud della nostra Penisola, così come, un po’ su tutto il territorio italiano, si mettono in luce specifiche differenze fra le metropoli e i centri cittadini più piccoli.

Milano, in termini di sviluppo della città, svetta in prima posizione grazie ai punteggi ottenuti prima di tutto in merito alla capacità d’intraprendere un progetto (86,82), in seconda battuta grazie al comportamento tenuto dai cittadini (83).

Il punto di forza di Milano è sicuramente l’evoluzione in termini di transizione digitale, sia considerando la componente infrastrutturale, che le competenze espresse dai cittadini laddove si tratta di saper utilizzare i servizi online.

Torino, terza classificata, gode di un punteggio decisamente elevato in relazione al comportamento tenuto dai cittadini (82,32), soprattutto laddove si esamina la condotta, i modi e l’atteggiamento delle persone in relazione alla transizione ecologica.

Necessario investire soprattutto nell’ascolto dei cittadini e dei lavoratori 

“In questo particolare contesto storico, le città non devono investire soltanto in infrastrutture e servizi, ma anche e soprattutto nell’ascolto dei cittadini e dei lavoratori  - sottolinea  Andrea D'Acunto, EY People Advisory Services Leader  -.

La componente sociale è diventata centrale anche nella competizione tra le città per l’attrazione di aziende e talenti. Le nuove relazioni tra città e aziende devono essere reimpostate mantenendo le persone al centro“.

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