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E tu a quale tipologia di poker preferisci giocare?

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Nominare alcuni giochi, di solito, porta il vasto pubblico a compiere associazioni quasi automatiche. È questo ad esempio il caso del poker, che di solito viene abbinato alla sua variante più nota, il Texas Hold’Em, dalla grandissima maggioranza dei giocatori: alle volte, questi sono anche ignari dell’esistenza di altre tipologie di poker, con regole e variazioni pensate appositamente per rendere il gioco più dinamico o, almeno, diverso dalla sua versione più classica.

Le varianti sono variabili

Il successo di una variante può dipendere da fattori diversi, tra i quali tempo e spazio dominano senza alcun dubbio. Con questo assunto, si intende dire che potrebbe essere il caso di esercitarsi a più varianti su portali specializzati quali grinderlabpoker.it allo scopo di prepararsi a tornei Live che potrebbero seguire regole diverse dal Texas Hold’Em in base alla zona dove è organizzata la competizione. Alcuni tornei, infatti, preferiscono le regole dell’Omaha, per citare soltanto una delle varianti che dà ancora oggi filo da torcere al Texas Hold’em; altre competizioni, invece, si giocano su regole più vintage, su cui molti giocatori sono ancora impreparati.

Allo stesso tempo, farsi le ossa su diverse varianti del poker potrebbe essere utile nel momento in cui il regno del Texas Hold’Em volgerà, prima o poi, verosimilmente al termine. Con questa espressione, si intende fare riferimento al susseguirsi di varianti dominanti che hanno interessato il gioco del poker nel corso dei secoli. Sintetizzando, il Texas Hold’Em si è imposto soltanto dopo la svolta degli anni ’50 del secolo scorso, tutta a favore del community card, ma, a ben vedere, il ‘900 è iniziato con il successo delle varianti del Card Stud.

Le grandi tipologie di poker

Le numerose varianti del poker possono variare da zona a zona, così come nel corso del tempo. Informarsi preventivamente sulle regole del torneo o della partita cui si intende aggregarsi è dunque il primo passo per competere degnamente, a patto di conoscere la tipologia di gioco cui si sta andando incontro. A tal proposito, per quanto le varianti del poker siano numerose, esse possono essere tutto sommato raggruppate in poche grandi categorie.

Tra queste spicca sicuramente il community card poker, basato sull’idea di far mettere in comune delle carte ai giocatori. Nuovamente, il pensiero va direttamente al Texas Hold’Em, basato proprio sulla distribuzione di due carte ai giocatori e sulla condivisione delle altre cinque, con cui elaborare le combinazioni migliori in vista della puntata finale. Più scientifico e matematico è certamente il poker Omaha, che appartiene alla stessa categoria: a ogni giocatore vengono distribuite quattro carte, e ognuno di essi è tenuto a usarne due per chiudere una combinazione con le 3 del board.

A dimostrazione di come le regole del community card poker possano essere mescolate tra loro o variare da occasione a occasione, sono nati il Super Hold’Em, in cui si distribuiscono tre carte a giocatore, invece di due, e la sua variante Tahoe Hold’Em, in cui è obbligatorio usare soltanto una o due delle proprie carte per comporre la combinazione finale. Le varianti del poker Pineapple invece prevedono lo scarto di una delle tre carte private alternativamente al primo o al secondo giro di puntate, in base alle regole cui si sta giocando.

Proseguendo, un’altra grande categoria è costituita certamente dal draw poker, basato sulla possibilità di cambiare una carta della propria mano. È questo il caso, ad esempio, del poker all’italiana, che appartiene alla variante a cinque carte del draw poker. Anche in questa categoria, esistono numerose variazioni sul tema; secondo alcune, ad esempio, bisogna totalizzare il punteggio più basso, mentre, in altri casi, come quello del badugi, una variante coreana che sta diffondendosi proprio in questo periodo negli Stati Uniti, le carte distribuite a ogni giocatore sono 4.

Chiudendo la panoramica, infine, si può citare la categoria dello stud poker, che si caratterizza per la distribuzione, dopo ogni giro di puntate, di carte coperte e scoperte a ogni giocatore. In questo senso, come nel seven card stud, che rappresenta la variante più diffusa di questa tipologia, ogni pokerista ha soltanto informazioni parziali sulla mano degli avversari, e deve necessariamente lavorare di calcolo e intuito per completare il quadro delle mani distribuite sul tavolo. 

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