Gaming, quali sono le principali software house italiane?

pubblicato il 29/07/2022 in Attualità
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Ubisoft, Nintendo, Sony, Activision. Quando sentiamo parlare di software house, la mente vola subito ai nomi dei grandi sviluppatori internazionali di videogiochi. In effetti è in Giappone e in America che si dà il via alla maggior parte della produzione videoludica, ma forse non tutti sanno che anche l’Italia è attiva da tempo in questo mercato. I videogiochi non vengono più considerati come dei semplici passatempi per bambini e con l’arrivo degli eSports il fenomeno si è ulteriormente espanso. Sono diverse le compagnie nostrane che, pur non godendo di una notevole fama, avevano già intuito come sarebbe andata a finire e sono sulla scena ormai già da qualche decennio.

Un caso esemplare è rappresentato da Artematica, nata nel 1996 a Chiavari e che in passato ha fornito il suo contributo per alcuni giochi della PlayStation 2, della PlayStation 3 e della PSP, oltre che per telefonini. Artematica vanta uno stretto rapporto di collaborazione proprio con la succitata Ubisoft e lavora anche con la Warner Bros e la Disney. Uno dei titoli più importanti sviluppati da questa casa è stato indubbiamente “Diabolik: The Original Sin”. Anche Milestone ha visto la luce nel lontano ’96. L’azienda si è distinta da subito tra le migliori software house sui giochi automobilistici e motociclistici, come alcuni episodi della serie ufficiale della “MotoGP” tra cui il recente “MotoGP 22”. Uno dei prodotti più noti di Milestone è “Monster Energy Supercross – The Official Videogame” per PlayStation 4, Xbox One e pc.

Meno datata, invece, la nascita di Forge Replay, studio creato nel 2011 e che ha provato a rendersi pioniere della realtà aumentata e della realtà virtuale, tecnologie all’avanguardia che oggi si possono trovare anche in un casinò live attivo online. “In Space WeBrawl”, “JoeDever’s Lone Wolf” e “Theseus” sono solo alcuni dei titoli prodotti dalla casa e che implementano alcune delle tecniche di sviluppo più innovative. MixedBag, anch’esso del 2011, è invece un piccolo studio indie che si propose da subito di realizzare un videogame di avventura per iOS. Stiamo parlando della prima software house italiana a pubblicare un gioco su PlayStation 4.

Nello stesso anno prese vita anche Tiny Bull Studios, anch’essa concentratasi sui sistemi iOS, senza perdere di vista le notevoli potenzialità offerte dalla realtà virtuale. Ovosonico, autrice di giochi come “Murasaki Baby” e “Last Day of June”, si è imposta sul mercato a partire dal 2012. Un anno dopo arrivò poi 34BigThings, che nel 2017 si è aggiudicata il premio “Drago D’Oro” per il miglior videogioco italiano, vale a dire “Redout”. Un risultato sicuramente pregevole per una società così giovane.

L’escalation delle software house italiane era ormai evidente a tutti e così nel 2013 nacque anche Storm in a TeaCup, fondata da un ex collaboratore della Ubisoft e che esordì con “N.E.R.O.” per PlayStation 4, Xbox One e pc, per poi allargarsi con dipendenti provenienti da tutto il mondo e balzare nuovamente agli onori delle cronache con il gioco horror “Close to the Sun”. Nel 2016, infine, ecco Lunar Great Wall Studios, specializzata sia nel mercato mobile sia nel mercato delle console, compresa la Nintendo Switch che al momento della sua uscita generò un’aspettativa incredibile, poi disattesa secondo alcuni addetti ai lavori. Col passare degli anni l’attenzione verso la realtà aumentata e la realtà virtuale era aumentata e anche Lunar Great Wall Studios si è tuffata a capofitto nelle nuove tecnologie.

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