Esce sabato 25 giugno 2022 per Lost Generation Records (e in distribuzione Believe) "Un altro giorno d'amore - official extended soundtrack", la colonna sonora ufficiale del film omonimo in anteprima alla 58a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Cinque cover di cinque brani cult del pop italiano e internazionale, cinque classici reinterpretati dagli artisti di LGR - Lost Generation Records (Kimerica, Frontemare, Venus in Disgrace, Anna Soares) in una chiave diversa e personale.
UN ALTRO GIORNO D’AMORE è il nuovo film diretto da Giulia d’Amato e prodotto da GianlucaArcopinto. Il documentario sarà presentato in anteprima alla 58° edizione della Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Appuntamento alla proiezione venerdì 24 giugno alle 16.15 al Teatro Sperimentale. Un altro giorno d'amore è un film di passione adolescenziale, capace, se conservata, di animare e alimentare ancora le vite di chi ora è adulto. È il racconto di come non ci si debba dimenticare di chi si è stati per scoprire chi si è da grandi. Il viaggio di una ragazza innamorata di un tifoso del Perugia si fa carico di una storia più grande, quella di coloro che le passioni grandi ce le hanno dentro ed esplodono, sconquassando le loro vite, nel bene e nel male.
Abbiamo intervistato a riguardo il collettivo Frontemare, che ha curato la colonna sonoare!
- Cosa vi ha portato a dividere il progetto tra Venus In Disgrace e Frontemare?
I Venus nascono da “lontano”, vale a dire un progetto nato negli anni ’90 e che abbiamo ripreso durante il lockdown del 2020, fino a portarci alla realizzazione di ‘Dancefloor Nostalgia’, il nostro vero e proprio esordio dell’anno scorso. Frontemare invece è nato quasi per gioco, un po’ come se i Venus fossero finiti quasi per caso a sorseggiare un cocktail sul bordo di una piscina. Con Frontemare siamo sempre negli anni ’80, e appunto giochiamo a rileggere suoni, ricordi e un certo immaginario legato all’Italo Disco. E come tutti i giochi ben riusciti, stiamo cominciando a toglierci qualche soddisfazione.
- E come pensate sia cambiata la discografia e il modo di comunicare la musica da quando avete iniziato, nella prima metà degli anni ’90, fino ad oggi?
Per la precisione, i Venus In Disgrace nascono come duo nella seconda metà degli anni ’90, anche se poi il nostro demo del 1999 lo registrammo in pratica come trio, visto che avevamo un chitarrista stabile nella formazione dell’epoca. Certamente da quei tempi la musica è cambiata, o meglio è cambiato radicalmente l’accesso alle informazioni, la fruibilità, le possibilità di acquisto e ovviamente i formati di ascolto. Ad esempio i CD oggi li comprano solo gli appassionati e spesso li trovi sul web o nei negozi dell’usato a pochi spicci, mentre c’è stato il grande ritorno del vinile, anche se ultimante sta diventando una moda un po’ effimera, con troppe uscite o ristampe, dove quantità e qualità non vano sempre di pari passo. Un discorso lungo sarebbe da fare sulle piattaforme di streaming, perché se da un lato hanno facilitato la possibilità di ascoltare davvero di tutto, non sono molto remunerative per gli artisti, ma senz’altro offrono una facilità di fruizione che una volta ci sarebbe sembrata fantascienza anche solo immaginarla. Il vero problema è che le nuove generazioni fanno letteralmente fatica ad ascoltare non dico un album intero, ma anche un solo brano di quatto minuti! Hanno bisogno di stimoli continui, semplici e immediati. Uno zapping incessante e vuoto che va a riempire un vuoto ancora più profondo e preoccupante.
- Cosa è successo, musicalmente parlando, nel periodo in cui non siete stati attivi?
Tante cose ma d’altronde parliamo di uno iato di circa due decenni! Max Varani è stato impegnato in vari progetti divincolandosi tra musica elettronica e metal estremo, oltre che occuparsi di remix per altri artisti, mentre io (Fabio Babini, nda) ho continuato a fare il giornalista musicale per varie riviste di settore e, a livello di produzioni discografiche, mi sono occupato soprattutto di ristampe (o vere e proprie scoperte) di colonne sonore italiane degli anni ’60, ’70 e ’80.
- Come vi siete legati al progetto del film documentario ‘Un Altro Giorno d’Amore’, di cui avete curato la colonna sonora?
Tutto è nato da una proposta di Matteo Gagliardi della Lost Generation Records, label per cui abbiamo firmato e con cui abbiamo realizzato le nostre uscite, che ci ha proposto di rileggere dei brani molto famosi secondo il nostro gusto. Fare delle cover è un’arte strana, specie quando hai a che fare con brani cosi famosi come ‘Up Patriots To Arms’ di Battiato, ‘Tu’ di Umberto Tozzi e ‘L’Amour Toujours’ di Gigi D’Agostino, perché rischi da un lato di essere troppo ossequioso se non prendi rischi, oppure al contrario puoi essere troppo presuntuoso se ti azzardi a stravolgerli. Crediamo di aver fatto un buon lavoro con tutti e tre i brani, offrendo un equilibrio tra la voglia di sperimentare e il rispetto per le versioni originali.
- Programmi per il futuro?
Innanzi tutto diciamo che la expanded soundtrack di ‘Un Altro Giorno d’Amore’ uscirà in formato fisico, ovvero in CD, proprio per la LGR, e l’uscita dovrebbe essere in autunno. Con Frontemare stiamo lavorando al nostro primo singolo ‘Riviera Balera’, che ha un titolo italiano ma il testo sarà in inglese, e vedrà Kimerica (altra artista della LGR) in qualità di guest. Tra l’altro, una extended version del brano uscirà sulla prossima compilation della ZYX, storica etichetta tedesca in ambito Italo Disco. Con i Venus In Disgrace stiamo lavorando invece a dei brani nuovi, che invece saranno cantati in italiano, per un EP che dovremmo registrare entro la fine dell’anno.

