Anna Soares ci racconta il suo nuovo singolo "Hypnodoll"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/05/2022 in Attualità da Jacopo Ortica
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Jacopo Ortica

Esce venerdì 22 aprile 2022 per Lost Generation Records “Hypnodoll”, nuovo singolo della cantautrice e producer Anna Soares, che inaugura questo 2022 con tinte ipnotiche che flirtano con la melodic techno senza trascurare la sensualità che da sempre contraddistingue la sua produzione artistica. "Hypnodoll" disegna sempre più nitidamente i contorni di uno stile complesso e raffinato, nel quale l’elemento erotico resta al centro della scena, catapultando chi ascolta in una dimensione onirica e avvolgente. Non resta che arrendersi.

E noi non potevamo lasciarcela sfuggire!

  1. Come nasce il tuo brano “Hypnodoll” e in che modo è ancora connesso a “Sacred Erotic”, il tuo album di debutto? 

Hypnodoll nasce, come quasi tutta la mia produzione musicale, dal giocare col suono e cercare di dare un vestito al nonsenso. L’ipnosi è un argomento spinosissimo ed interessantissimo, l’ipnosi erotica forse è un sentiero ancor più inesplorato e ostico. E a me le cose ostiche, difficili da comprendere, e provocatorie piacciono da morire.  Non ho mai pensato alle modalità di connessione con Sacred Erotic, ma immagino ne sia la naturale conseguenza: l’accettazione dei propri demoni attraverso l’annullamento (dei sensi, del mondo esterno, di tutto quel che pesa). 

  1. E chi è una “hypnodoll” nella vita reale? 

In teoria chiunque abbia voglia di esserlo. In pratica, a mio modesto avviso, una persona estremamente autodeterminata. Per lasciare andare il controllo ed abbandonarsi a un’esplorazione come quella della trance ipnotica penso sia necessaria un’importante consapevolezza di quel che si è, altrimenti si rischia di perdersi.  Quindi, piedi ben piantati a terra, cervello funzionante e tanta, tantissima voglia di conoscersi. 

  1. C’è qualcosa del tuo passato musicale che vorresti cambiare o che assolutamente non rifaresti? 

Nonostante ci siano molti prodotti artistici del mio passato che attualmente non mi rappresentano minimamente, penso mi abbiano, ognuno a suo modo, aiutata  a diventare l’artista che sono oggi, sfaccettata, sfrontata, consapevole. 

  1. Perchè BDSM e musica vanno d’accordo, ma nessuno se n’era mai accorto prima? 

Perché erano troppo impegnati a pensare che il BDSM fosse brutto e cattivo, e la musica una faccenda troppo seria per mettere in scena gli impulsi più cervelloticamente primordiali dell’essere umano. 

  1. Programmi extra musicali? 

Moltissimi. Voglio vivere intensamente tutto quel che la vita può donarmi, viaggiare, conoscere persone e confrontarmi con esse, scrivere, intervistare, danzare, ritualizzare, meditare, leggere, imparare, conoscermi. Insomma, come direbbe Nanni Moretti, “faccio cose, vedo gente”.

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