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Saera ci racconta il suo disco di debutto omonimo

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SAERA è  l’EP omonimo della cantautrice SAERA, moniker della giovanissima cantautrice romana Sara Errante Parrino, in uscita  venerdì 11 marzo 2022 per Sbaglio Dischi (in distribuzione The Orchard). Questa release segue i precedenti singoli “Prima volta e Corpo Estraneo” feat. Puertonico e “Tu sei” feat. Masamasa. SAERA mescola sonorità R’n’b a influenze più pop, mantenendo una scrittura matura e una voce ammaliante, trascinandoci dentro atmosfere chill e avvolgenti: la fine dell’adolescenza, relazioni tossiche e nuove malinconie estive. Un EP che inizia a prendere forma nel 2018 e attraversa tre anni di crisi e domande esistenziali, che suona spensierato e drammatico allo stesso tempo: brani suonati a mezzanotte in una cameretta per far sparire tutto quello che resta intorno, brani sinceri e spesso anche un po’ arrabbiati, un’esigenza artistica di SAERA che non poteva che portare il suo nome.

Dovevamo farle qualche domanda in più!

1. In che modo la periferia, Rebibbia, ha influito sulla tua scrittura e sul contenuto delle tue canzoni?
La maggior parte dei brani li ho scritti fuori casa, tra un impegno e l’altro, o in totale pace in una pineta davanti al mare, quindi credo che Rebibbia non abbia influito tantissimo.

2. Come hai costruito il tuo sound? C’è un influenza esterna che ora ritroviamo nel disco che non ti appartiene ma che hai accolto volentieri?
In realtà è stato tutto molto spontaneo. Con Winniedeputa abbiamo preso ispirazione da artisti come Jorja Smith, Kali Uchis, Kaytranada e molti altri, e da lì abbiamo lavorato brano per brano ad un sound giusto per ogni brano. Le collaborazioni hanno sicuramente contaminato le mie influenze musicali, ma mi sento al posto giusto in ogni brano.

3. Qual è il fil rouge che lega tutte e cinque le tracce?
Credo proprio che sia l’abbandono, la distanza che si crea quando ci si lascia.

4. E quanto sono vecchi questi brani? Li hai scritti tutti nello stesso periodo? Com’era?
Questi brani sono stati scritti in due anni, purtroppo la pandemia ha rallentato le produzioni. Il brano più “vecchio” è Dentro che ho scritto ad agosto 2019 ed era diverso da come lo ascoltate ora. Magari un giorno ve la farò ascoltare.

5. Cosa ti ha spinto a studiare musica, in un momento dove tutti hanno scelto di andare all’università verso percorsi più canonici? C’è voluto coraggio? Ti sei mai pentita?
Ho seguito la mia voglia di fare musica e ho cercato di non farmelo pesare, almeno mentre ero in accademia. Devo dire che ci vuole molto coraggio, soprattutto in questo periodo. Me ne sono pentita mille volte, ma mi sono sempre ricreduta perché se ho deciso di farlo è perché mi piace, perché mi diverto e, anche se non dovesse diventare il mio lavoro effettivo, lo farò lo stesso, vada come vada.

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